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Franciacorta, il Covid non ferma le bollicine

Nonostante il rallentamento legato alla pandemia, il Consorzio registra vendite in salita del 12% rispetto a due anni fa.

(red.) Se non fosse che non sarebbe opportuno festeggiare alzando i calici, in un momento difficile come quello della pandemia, tuttavia il risultato del fatturato del Franciacorta dono almeno un po’ di ottimismo in un periodo impegnativo come quello che, in generale, stanno attraversando molte imprese italiane e bresciane.

Secondo i dati elaborati dal Consorzio Franciacorta, il primo semestre del 2021 segna, per le bollicine bresciane, un rialzo, nonostante la battuta d’arresto imposta dall’emergenza sanitaria legata al Covid 19.
I risultati dell’ultimo periodo sono superiori non solo rispetto al 2020 ma anche rispetto al 2019, in epoca pre-pandemia.

“Dal mese di marzo 2021 si è aperto un quadrimestre che, se confrontato con il periodo corrispondente del 2020, presenta tassi di crescita decisamente importanti. In particolare”, si legge in una nota”, i mesi di aprile e maggio 2021 presentano una crescita di oltre il 200% rispetto ai medesimi periodi del 2020. Anche le vendite del mese di giugno 2021 risultano essere ben superiori rispetto a quelle dello stesso mese del 2020″.

silvano brescianini

Per dare una visione più congrua dell’andamento, tenendo conto che i risultati sono “viziati” dal confronto con l’anno della pandemia, il Consorzio prende in considerazione la variazione rispetto al primo semestre 2019, registrando vendite in crescita del 12% “e un prezzo medio retail in aumento: da 21 euro nel 2019 si arriva ai 22,5 euro nel 2021″.

Un segnale di “fiducia” nei confronti del Franciacorta come ha sottolineato Silvano Brescianini, presidente del Consorzio. “Il mercato e il mondo della ristorazione ci sono stati vicini e hanno premiato i nostri produttori”, ha rimarcato il numero uno delle bollicine.

Anche l’estero mostra segnali di crescita attestandosi al 13,5% del venduto: la Svizzera conferma il proprio primato rappresentando il 22,6% dell’export totale, Stati Uniti e Giappone sono in ripresa sul 2020 nonostante le problematiche che si stanno affrontando nel 2021.

 

 

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