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Confartigianato Brescia spegne 70 candeline

La storia delle imprese artigiane celebrata in un volume di Franco Robecchi che traccia le sue origini dal medioevo ad oggi.

(red.) Un’occasione per celebrare la storia, la cultura e la tradizione delle imprese artigiane bresciane e condividere l’orgoglio di farne parte.
Si è svolto in Loggia l’evento per recuperare le celebrazioni per i 70 anni di Confartigianato Brescia, saltate per via della pandemia nel 2020 e per presentare il volume “Confartigianato a Brescia. La qualità del creare e del produrre in 70 anni di artigianato bresciano” dello storico Franco Robecchi.

Presenti all’incontro il vescovo di Brescia, Mons. Pierantonio Tremolada, il sindaco di Brescia Emilio Del Bono, il presidente nazionale di Confartigianato Imprese Marco Granelli, alla sua prima uscita bresciana, e il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia, Eugenio Massetti. L’incontro, moderato dal segretario di Confartigianato Lombardia Carlo Piccinato si è tenuto snella serata di giovedì 1 luglio presso il Salone Vanvitelliano.

Il volume, frutto di accurate ricerche storiografiche sull’artigianato a Brescia e sulla nascita e l’evoluzione di Confartigianato Imprese Brescia nei suoi primi 70 anni di storia, parte dalla fondazione dell’associazione avvenuta nel dopo guerra, passando attraverso le fasi più salienti della storia, della rinascita economica del Paese e della rappresentanza d’impresa. Dalla prima Legge Quadro, alla nascita della cassa mutua artigiana, fino a servizi sempre più innovativi sul territorio.

“Confartigianato a Brescia c’è e ci sarà. Una storia lunga oltre 70 anni, che continua. Un impegno che si rinnova” ha testimoniato il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia, Eugenio Massetti.
Per il sindaco Emilio Del Bono: “Se abbiamo costruito la democrazia nel dopoguerra è, perché a fianco dei partiti, si sono costituite la associazioni di rappresentanza e di categoria. Corpi intermedi fondati per dare rappresentanza ma anche portatrici di comunanza di idee e ideali. Perché la democrazia era fragile e senza di essi lo sarebbe stata ancora di più e Confartigianato un pezzo di storia l’ha fatta, esprimendo una classe dirigente nel mondo associativo e nei più alti incarichi, oltre a portare grande lustro all’economia della nostra terra. In tutta la creatività e genialità legata alla manualità che ci ha reso grandi nel mondo. Infine i gesti solidali che mai sono mancati a questa categoria, neppure in questo difficile momento e che contraddistinguono da sempre i valori di umanità e sensibilità degli artigiani nella comunità”.

Il Vescovo Pierantonio Tremolada ha ricordato come: “Artigiano e artista sono una dimensione che si completa e si esprime nel gusto di esercitare un mestiere con una visione dell’uomo e del mondo. Perché non sia solo un prodotto ciò che si crea, ma frutto del lavoro e della passione e, in questo senso, la vostra è un similitudine stretta alla visione cristiana del mondo e della vita, fatta di cura e non di solo puro profitto”.

“Ho approfittato di questo libro- ha sottolineato l’autore- per scrivere per la prima volta la storia dell’artigianato bresciano dal medioevo ad oggi, compresa la storia di Confartigianato che vi percorre gli ultimi decenni, fianco a fianco nelle evoluzioni, nelle rivendicazioni e nella suo legame con il territorio in cui si è potuta sviluppare. Una civiltà la nostra, che per sua natura è artigiana”.

“Un momento molto importante quello che viviamo oggi, di ripartenza e ripresa cogliendo questo treno, mettendo al centro l’impresa e il lavoro” ha evidenziato il presidente di Confartigianato Imprese Marco Granelli. “Ancor di più lo siamo come associazione, indispensabile nel saper riportare agli interlocutori politici quanto è importante ancora oggi l’artigianato e la piccola impresa e che solo attraverso di essa si potrà farlo appieno. Dobbiamo ricordarci a maggior ragione oggi, che la forza della nostra associazione è la forza del nostro Paese”.

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