Rapporto Confartigianato: le imprese non si arrendono al coronavirus

(red.) In occasione del 10° Rapporto annuale di Confartigianato Lombardia, presentato presso Palazzo Pirelli alla presenza del presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti, del Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana e dell’Assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia Alessandro Mattinzoli, l’Osservatorio di Confartigianato ha divulgato l’ultima survey sugli effetti del coronavirus sulle imprese lombarde. La 4^ edizione del sondaggio web, intitolata ‘Resilienza e strategie delle MPI lombarde per superare i danni dello tsunami pandemico’ e svolta a settembre 2020 aggiorna le tre precedenti rilevazioni di Confartigianato Lombardia ‘Effetti del coronavirus sulle MPI lombarde’ di fine febbraio 2020, inizio aprile 2020 e metà maggio 2020.

«Dura la vita per le imprese. Ancora negativo il trend del fatturato, seppur, ovviamente, a ritmi meno pesanti delle precedenti rilevazioni. Ma si allontana ancora la prospettiva per un recupero per i nostri artigiani: ora non prima di ottobre 2021. Oltre alla morsa dei pagamenti e del credito, preoccupa la mancanza di trovare nuovi clienti, raccogliere ordini e in particolare, le prospettive incerte dell’export legate alla recrudescenza del virus a livello globale». Così il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti nel commento a caldo dei dati presentati e che prosegue: «Il 2020 è un anno che certamente verrà ricordato per gli effetti della pandemia di Covid-19 sulla società e sull’economia, o meglio su ciascuno di noi, sulle nostre famiglie e sulle nostre imprese.
 È un anno che – lo sappiamo già mentre è ancora in corso – segnerà una cesura, tra un prima e un dopo. Per il nostro Rapporto, un compleanno importante: siamo arrivati alla decima edizione. Si può dire che ne abbiamo viste tante in questo decennio. Siamo passati da una prima edizione che vedeva le nostre imprese impegnate a rialzare la testa dopo due crisi economiche quasi consecutive, all’edizione attuale, dove tutte le imprese sono chiamate ancora una volta a cambiare per adattarsi a un contesto mutato, questa volta ad una velocità forse mai sperimentata fino ad ora. A “ripartire controvento”, appunto, facendo propria una “nuova normalità”».

Tra le principali evidenze della survey di settembre, l’analisi condotta sulle imprese bresciane non si discosta di molto dall’andamento comune dell’intera Lombardia: il trend del fatturato delle MPI bresciane nell’estate 2020 resta negativo, ma migliora rispetto a quello segnalato nei mesi precedenti: -21,2% (22,2 quello lombardo); si riduce ulteriormente l’intensità del calo del fatturato previsto dalle MPI per settembre 2020: 15,6% (18,5 per la Lombardia). Si rimpicciolisce, ma resta alta, la quota di MPI bresciane ancora incerte rispetto al futuro del mercato: 39,9% (39,9% quello lombardo). Si allunga il numero di mesi necessari per recupero del fatturato: non prima di 12 mesi, ottobre 2021, di poco migliore rispetto al resto della Lombardia (novembre 2021). Persiste una forte incertezza sul mercato del lavoro, i cui andamenti vanno letti nell’ampio utilizzo degli ammortizzatori sociali e del divieto di licenziamento, prorogati dal recente decreto legge Agosto: l’89,5% dichiara di aver fatto ricorso agli ammortizzatori sociali (solo il 30,7% prevede di farne ricorso nei prossimi mesi) e il 78,7% delle MPI bresciane non prevede di ridurre il numero di dipendenti nei prossimi mesi.

Tra le principali difficoltà riscontrate attualmente dagli imprenditori bresciani: trovare nuovi clienti (63%), mancanza di liquidità (53%), ottenere pagamenti da clienti finali o committenti (38%) e attivare nuove relazioni tra imprese (38%). Stiamo parlando di una provincia che conta ancora 33.399 imprese artigiane (2,6 imprese ogni 100 abitanti), con una variazione negativa di 314 imprese in meno rispetto al II trimestre di un anno fa e un trend negativo di iscrizioni tra marzo e agosto rispetto ad un anno fa del -33,7%. Preoccupa la dinamica dell’export nei settori a maggiore prevalenza MPI nelle province lombarde con una variazione tra II sem.2019 e II sem. 2020 che crolla di un quarto a livello lombardo (-26,3%) e del 28,4% a Brescia e continua a preoccupare per le prospettive di una seconda ondata epidemiologica che possa portare a seppur blocchi parziali.

«È tempo di ripartire, e la nostra Lombardia ha intenzione di continuare a meritarsi l’appellativo di motore d’Italia e Brescia in testa, tra le province prima colpita e più duramente ferita dalla pandemia, vogliamo essere anche quella parte del paese che con più vigore riparte, senza temere troppo i venti contrari» prosegue Massetti.

Ma quali saranno allora i migliori alleati per le MPI e le imprese artigiane lombarde? La survey condotta intervistando direttamente gli artigiani ci viene ancora incontro raccontando di una quota sempre più alta di imprese che si sono già adeguate rispettivamente alla svolta digitale e a quella green, e di un’altra quota significativa che, probabilmente in risposta allo shock della pandemia si sta attrezzando per farlo. Sono le imprese digitali quelle più svelte nel recupero dei livelli pre emergenza: il 47,9% contro il 38% di quelle non digitali. Crescente è la consapevolezza delle nostre MPI: il digitale è alleato per contrastare la crisi e uscirne rafforzati con il 76,6% delle imprese bresciane intervistate che investirà in seguito all’emergenza sanitaria contro il 69,5% che lo ha fatto precedentemente all’emergenza sanitaria (tra il 2015 e il 2019). Un ricorso al digitale nel pre e nel post pandemia che accomuna molte imprese: Il 25% delle MPI a seguito del lockdown ha scelto di investire su una o più tecnologia digitale. Non mancava l’orientamento al green delle MPI già pre-emergenza, ma anche questo aspetto non risulta dimenticato, gli imprenditori affrontano la sfida adeguando sempre più macchinari e sistemi: al primo posto intervenendo sulla raccolta differenziata e il riciclo dei rifiuti (per l’88,4%), la gestione dei rifiuti finalizzata al contenimento e controllo di inquinanti e al consumo di acqua (57,8%) e investendo per una gestione efficiente e sostenibile di energia e trasporti (56,5%). A livello provinciale la propensione delle imprese del territorio alla sostenibilità ambientale vede in testa Lecco con il 68,5% delle imprese che svolgono azioni per la sostenibilità ambientale, Brescia in linea con la media lombarda con il 64,6%. Con l’emergenza è aumentata la velocità verso il commercio elettronico con il trend di vendite commercio elettronico che segna a Brescia (tra marzo e agosto) il +33,1% vendite e-commerce vs 10,7% vendite dettaglio e nella nostra provincia il balzo vale 251 milioni di euro. Altro aspetto positivo: le stime di Confartigianato indicano che in Lombardia, il bonus del 110% mobiliterà risorse fino a 3.320 miliardi di euro fino al 2026, con una media annua (2021-2026) di 553 milioni di euro. La survey di Confartigianato Lombardia si conclude raccogliendo le priorità delle imprese: gli imprenditori a capo delle MPI bresciane riconoscono priorità assoluta il lavoro al primo posto per il 57% degli intervistati (contro il 42,9% a livello regionale), la sanità per il 31% (32,4% Lombardia) e l’istruzione e formazione per il 32% (contro il 20,4% a livello lombardo).

«In questo scenario, il credito continua ad essere un problema aperto, non tanto per una mancanza di risorse, quanto invece per mancanza di efficienza del canale bancario: il sistema è intasato e quindi rallentato, oltretutto i nuovi modelli di rating rischiano di penalizzare proprio le MPI. Serve alimentare canali alternativi al sistema bancario, come i Fondi di Investimento Alternativi, valorizzando i Confidi nel loro nuovo perimetro di azione. Le difficoltà nel reperire liquidità delle imprese trovano un’ulteriore causa scatenante in comportamenti commerciali scorretti che si sono purtroppo verificati con una certa frequenza in questi mesi: pagare i fornitori credo sia un dovere morale, a tutela dell’intera filiera e del sistema economico. Investimenti mirati e attenzione allo sviluppo del territorio sono la chiave per affrontare al meglio il momento attuale, e Regione Lombardia ha dato a questo proposito un segnale importante con il “Piano Marshall” regionale, stimolando il principio degli appalti a Km 0 per favorire l’impatto sul tessuto imprenditoriale sul territorio. Le aspettative sulle risorse del Recovery Fund sono importanti e chiediamo al Governo una coprogettazione che coinvolga le Regioni e le Associazioni di Categoria, affinché possano trasformarsi in un’opportunità di sviluppo anche per le MPI e i territori lombardi» conclude il presidente il presidente Massetti.

 

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