Accesso al credito: un problema per le aziende bresciane

Lo svela un'indagine di Aib, discussa in occasione del Tavolo del Credito, confronto tra AIB e iprincipali istituti bancari bresciani.

(red.) In questo momento, dove il tessuto industriale si trova ad affrontare importanti sfide, le aziende del territorio Bresciano segnalano con crescente preoccupazione difficoltà nell’accesso al credito. Il momento storico risulta particolarmente critico per le micro e piccole imprese e soprattutto con riferimento al settore moda.
AIB ha prontamente posto in essere una serie di iniziative concrete per poter intercettare e provare a sollecitare il sistema bancario con riferimento ad eventuali criticità.
Tra queste si evidenzia un periodico monitoraggio di alcuni elementi chiave, attraverso un’indagine per misurare costantemente la qualità del dialogo tra il sistema industriale e il mondo bancario.

L’ultima edizione dell’indagine, condotta su quasi 200 imprese associate, dall’Ufficio Studi e Ricerche dell’Associazione Industriale Bresciana insieme al Settore Sviluppo d’Impresa ed Economia (area Credito, Finanza e Fisco), è stata presentata giovedì pomeriggio, in occasione del Tavolo del Credito, momento di importante confronto tra i vertici di AIB e i rappresentanti dei principali istituti bancari bresciani.
In tale occasione si sono condivise alcune analisi andamentali, anche con riferimento all’efficacia dei provvedimenti governativi Cura Italia e Liquidità, che confermano i livelli di eccellenza espressi dal territorio bresciano nella situazione ante covid-19.

In particolare, sin dal mese di ottobre 2018, era in atto una dinamica di contrazione dello stock di credito alle imprese bresciane, che si è protratto fino al mese di gennaio 2020 (-3,8% nei prestiti – esclusi PCT e sofferenze – all’industria). Significativo era stato anche il progressivo sgonfiamento della massa di NPL gravanti sul sistema creditizio locale, a seguito delle consistenti operazioni di cartolarizzazione attuate negli ultimi anni: a dicembre 2019 le sofferenze nell’industria bresciana erano scese a 318 milioni di euro, contro un picco, in termini assoluti, di quasi 1,2 miliardi raggiunto nel settembre 2015.  Il rapporto tra sofferenze e prestiti, per quanto attiene l’industria, è calato dal 10,0% (settembre 2015) al 3,1% (dicembre 2019). La velocità di formazione delle nuove sofferenze confermava un trend in continua diminuzione, a riprova dell’accresciuta qualità del credito.

L’indagine condotta, invece, ha voluto provare a raccogliere le previsioni delle aziende circa il fabbisogno di liquidità nel brevissimo termine (3 mesi), misurate su una scala da 1 (minimo) a 5 (massimo). I risultati ottenuti vedono il Sistema Moda esprimere il valore più alto (3,8), seguito da Trasporti (3,0), Metalmeccanica (3,0), Chimico, gomma, plastica (3,0), mentre la media provinciale si attesta a un valore di circa 2,9. A livello dimensionale soffrono soprattutto le micro (3,1), piccole (2,9) e medie imprese (2,9). Le attese circa i ritardi e/o gli insoluti di entità rilevante (superiori al 20%), vedono ancora le aziende del Sistema Moda lanciare i segnali più allarmanti (3,5). Seguono i Trasporti (2,8), Chimico, gomma, plastica (2,5), mentre sul piano dimensionale sono nuovamente le microimprese a segnare i maggiori problemi (2,4). La media provinciale, in questo caso, è pari a 2,2.

“Al tavolo del Credito abbiamo portato quanto emerso, non solo dall’indagine, ma soprattutto dall’importante attività di supporto alle aziende che ci ha visti coinvolti in questi mesi – spiega Paolo Streparava, delegato di AIB a Credito, Finanza e Fisco –. Il dialogo continuo con le associate ci consente di evidenziare quali siano gli elementi critici su cui occorre un’azione decisa. Insieme al Presidente Pasini, al Vice Presidente Baronchelli, abbiamo chiesto senso di responsabilità e collaborazione per permettere all’imprenditoria bresciana di continuare ad esprimere i livelli di eccellenza che ha saputo dimostrare nel passato. È, infatti, importante utilizzare le misure di liquidità volute dal Governo in modo efficace nel breve, e cercare più ampie soluzioni di collaborazione, per agire sull’economia reale, con una visione di ampio respiro temporale. Ci siamo perciò accordati affinché il tavolo del Credito diventi un momento di incontro periodico, con focus sia operativi che strategici”.

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