Edilizia bresciana in crisi: persi 1600 posti

Nel 2012 sono scomparse 328 aziende del settore e le prospettive sono tutt'altro che rosee. Unica nota positiva la chiusura in attivo del bilancio della Cassa edile.

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(red.) Sono 1.613 posti di lavoro persi dal settore edile nel corso del 2012.
Secondo le rilevazioni della Cassa assistenziale paritetica edile (Cape) di Brescia, il comparto edilizio ha perso 328 imprese in 12 mesi, passando da 3.990 aziende a 2.587.
In contemporanea con la crisi del settore sono aumentate anche le ore di cassa integrazione utilizzate, passate dalle oltre 423mila del 2008 a 1,4 milioni di ore utilizzate da inizio anno.
E la situazione è tutt’altro che rosea vista anche la contrazione di appalti pubblici, la difficoltà di reperire risorse e di effettuare investimenti.
Unica nota positiva, non di poco conto nella contingenza attuale è la chiusura in utile della Cassa edile di Brescia che ha realizzato un avanzo di gestione pari a 104mila euro erogando  prestazioni assistenziali agli operai per 4,25 milioni di euro.
Alla fine del 2012, gli operai iscritti alla Cape erano 18.781 contro i 21.261 del 2011 e i 22.797 dei dodici mesi precedenti. I lavoratori con nazionalità estera sono 7.091: spiccano i rumeni (1.751) seguiti dagli albanesi (1.619), dagli marocchini (789) e dai lavoratori serbi (581).

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