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Migranti, bresciano deve ospitare altri 1.000

Il prefetto Valenti ha illustrato ai sindaci le nuove regole emerse dal piano del ministero. Scelta tra Sprar con quote fisse o libertà da parte dei comuni.

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(red.) La provincia di Brescia dovrebbe ospitare altri 1.102 migranti, rispetto ai 2.653 che già porta in dote, distribuiti nei vari comuni. E’ emerso dalla riunione che mercoledì 18 gennaio il prefetto di Brescia Valerio Valenti ha svolto con una nutrita compagine di sindaci. Al Broletto è stata l’occasione di presentare il piano nazionale sulla nuova distribuzione dei migranti, già illustrato in Parlamento dal ministro dell’Interno Marco Minniti e spiegato lunedì ai rappresentanti degli enti locali.

Attualmente solo circa 90 dei 205 comuni bresciani ospitano gruppi di migranti e la volontà è quella di coinvolgere anche gli altri enti locali che finora si sono sempre rifiutati. In linea di massima, i numeri ufficiali che arrivano dal Viminale parlano di 2,5 ogni mille abitanti. Ma restano esclusi Brescia, Montichiari e la Valcamonica che hanno già superato la quota e che quindi, in virtù di un protocollo dedicato, non potranno ospitare altri richiedenti asilo. La parte restante degli enti locali bresciani ha due mesi di tempo per decidere se aderire ai progetti di accoglienza Sprar, più regolamentati e all’insegna della micro accoglienza diffusa, oppure se restare liberi e farsene direttamente carico attraverso strutture pubbliche.

Mentre per quelli che si rifiutano ancora, il prefetto parla di bandi pubblici con cui saranno interessate cooperative e altre realtà di ospitalità, anche senza avvisare gli stessi comuni. A questo si aggiunge il tema della sicurezza, presente nel piano del ministro dell’Interno, con verifiche periodiche che i primi cittadini saranno chiamati a fare all’interno delle strutture di accoglienza. Si valuta anche l’ipotesi di far svolgere ai migranti alcuni lavori socialmente utili. I sindaci che hanno partecipato alla riunione – quelli leghisti hanno disertato in segno di protesta – si dicono incerti su cosa fare. In ogni caso dal prefetto non sono state diffuse le quote di stranieri da distribuire ai singoli comuni, ma in base alla media del 2,5 per mille i conti sono presto fatti.

I primi cittadini riceveranno comunque una lettera dettagliata dalla prefettura e saranno coinvolti da incontri territoriali. Mentre si attende prima di decidere sull’adesione allo Sprar o se restare liberi. Magari puntando a iniziative condivise di accoglienza. Per quanto riguarda l’ex caserma Serini di Montichiari, invece, destinata a ospitare 130 migranti (non faranno parte della quota massima prevista nel paese), i tempi si stanno allungando. Mentre i consiglieri della Lega Nord e cittadini simpatizzanti hanno firmato una diffida contro le istituzioni sul mancato fermo dei lavori, nonostante alcune irregolarità riscontrate, non ci sono tempi esatti sull’arrivo dei primi migranti. Al momento si parla di febbraio. I motivi del ritardo? “Questioni tecniche” ha sottolineato il prefetto.

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