Migranti, tra Sprar per migliore integrazione

Comunicazione tra undici progetti di accoglienza. Così in Broletto nasce un tavolo condiviso per pianificare strategie e "parlare" con prefettura e questura.

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(red.) Il territorio bresciano si appresta ad andare verso una nuova frontiera dell’immigrazione e dell’accoglienza. Nella nostra provincia sono ospitati 2.500 richiedenti asilo che si pensa resteranno tali per tutto l’inverno, visto che di solito in questo periodo gli sbarchi si fermano a causa del maltempo e del freddo. Di questi stranieri, la maggior parte sono ai centri di accoglienza straordinari della prefettura e 280 sono legati a undici progetti Sprar. Non si tratta di una semplice accoglienza, ma di una vera e propria politica per consentire l’integrazione nella società.
La notizia giunta lunedì 24 ottobre è la nascita di un coordinamento provinciale proprio tra queste undici realtà e che coinvolgono 29 tra enti locali e associazioni del terzo settore. Sono Brescia, Breno, Cellatica, oltre a Calvisano, Collebeato, Flero, Castegnato, Palazzolo, Passirano, Iseo e Comunità montana della Valtrompia capofila dei loro progetti. L’idea di un coordinamento piace agli amministratori locali che ne hanno discusso in Broletto e con la volontà di entrare in sinergia per migliorare l’integrazione. Con la possibilità che altri comuni aderiscano.
Per alcuni sindaci può rappresentare anche un tavolo condiviso e di mediazione verso le decisioni della prefettura e questura di Brescia. Intanto, sul fronte dell’immigrazione, proprio lunedì un centinaio di stranieri ha compiuto un presidio al Broletto per chiedere una sanatoria dei propri permessi di soggiorno. Erano stati esclusi da quella realizzata nel 2012, in seguito al solo 30% di domande accettate. Il presidio, sostenuto dall’associazione “Diritti per tutti”, è stato poi ricevuto dal capo di gabinetto della prefettura, Giovanna Longhi, che ha annunciato decisioni per martedì 25.

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