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Profughi, “usare il modello Brescia”

L'assessore lombardo Simona Bordonali lunedì 24 agosto è stata in visita al centro Pampuri. "Qui stranieri che non arrivano da Paesi di guerra".

Pampuri(red.) L’assessore lombardo alla Sicurezza, Immigrazione e Protezione civile Simona Bordonali è stata in visita al centro di accoglienza per profughi Pampuri a Brescia. Con lei c’erano anche il senatore leghista Raffaele Volpi e il consigliere comunale di Brescia Massimo Tacconi. Bordonali ha definito il centro “una struttura di eccellenza, molto diversa dalle altre regionali che avevo visitato e che sono a un livello disumano. Enti del genere dovrebbero essere rivolti ai poveri italiani, invece ce ne sono pochi”. Per quanto riguarda i numeri, sono 130 i richiedenti asilo ospitati al centro Pampuri e altri trenta al Sant’Orsola. L’assessore critica, però, il fatto che molti di questi stranieri non provengano da Paesi di guerra, ma “sono giovani che rischiano di restare qui come irregolari”.
Dall’altra parte il centro di accoglienza, come ha sottolineato Bordonali, ha sviluppato un programma di rientro assistito degli stranieri con aiuti direttamente nei Paesi di origine. La soluzione, secondo l’assessore, può essere quella degli accordi con gli Stati da dove partono i profughi per sviluppare misure di sostegno direttamente sul posto. Conferma anche il fatto che “saranno tagliati i fondi regionali a quei paesi, come Brescia, che possono permettersi di spendere per i profughi”. In più, ha smentito il fatto che gli equipaggiamenti della Protezione civile possano essere usati per l’occorrenza in fatto di stranieri, “perché devono essere usati per le emergenze”. Sul fronte dell’ospitalità, lunedì 24 agosto la prefettura di Milano ha ospitato un incontro tra i vari rappresentanti del Governo lombardi per decidere sul da farsi. Il problema è che gli sbarchi continuano, mentre la micro accoglienza diffusa spostando i richiedenti asilo tra varie strutture non sta dando gli effetti sperati.
Giovedì 27 agosto scade il bando per l’ospitalità a Brescia e cercare nuove forme di accoglienza, mentre sembrano aprirsi spiragli dalla Valcamonica dove i sindaci, nonostante il “no” della Lega Nord, si rendono disponibili. Il fenomeno nuovo è la migrazione verso l’Italia non solo via mare, ma anche dalla terra tramite gli Stati vicini. Intanto, lunedì 24 agosto ne sono arrivati a Brescia altri 28 e martedì ne sono previsti 14. Fanno tutti parte della fetta dei 300 presenti al centro di smistamento di Bresso, nel milanese. Poi si devono aggiungere altri cinquanta degli ultimi 4 mila sbarcati sulle coste siciliane e che, in virtù dei numeri, fanno parte della quantità destinata al bresciano. Mentre il prefetto Valerio Valenti propone tendopoli e strutture prefabbricate per risolvere l’emergenza.

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