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«Anni di attesa per il permesso»

Cgil, Cisl e Uil chiedono ai parlamentari bresciani l'intervento per smaltire le pratiche. Sono ancora duemila a Brescia le domande insolute.

(red.) Due anni per ottenere una risposta sulla propria domanda di permesso di soggiorno sono davvero tanti. Anche gli immigrati fanno i conti con le lungaggini della burocrazia italiana. A denunciarlo sono Cgil, Cisl e Uil di Brescia, dove, su cinque mila richieste totali, due mila sono ancora in sospeso. Ritardi che rappresentano un’eccezione anche nello stesso paese, visto che le altre province hanno già smaltito le richieste da tempo.
Per i sindacati la risposta è una sola: mancanza di personale. Secondo loro la situazione può cambiare solo prendendo in considerazione gli effettivi carichi di lavoro. Anche perché i ritardi rischiano di innescare la protesta di chi aspetta invano. Per questo i sindacati hanno chiesto di incontrare i parlamentari bresciani e chiedere un dirottamento in città delle risorse mancanti per velocizzare le pratiche. Un incontro che si sarebbe dovuto svolgere martedì 22 aprile, ma che è saltato. In alternativa è stata inviata una lettera  nella quale chiedono che vengano fatte pressioni sui Ministeri competenti.
«È inaccettabile – ha dichiarato Damiano Galletti, segretario della Cgil di Brescia – che nella provincia con la più alta concentrazione di migranti d’Italia l’immigrato non possa ottenere una risposta alla sua richiesta nei tempi previsti dalla legge» .
«Oltre tutto – precisa Matilde Scazzero, della segreteria della Uil -, va ricordato che chi ha presentato domanda per il permesso di soggiorno ha già pagato mille euro una tantum e versa ogni tre mesi in media, a titolo di contributi da lavoro, 380 euro». Denaro che, se la domanda scade o non viene accettata, finisce a fondo perduto nelle casse dello Stato.
In realtà un parlamentare bresciano si era già interessato della vicenda: Alfredo Bazoli, del Pd, circa una settima fa,  
ha incontrato, il viceministro agli Interni, Filippo Bubbico per sottoporgli l’emergenza. Bubbico si è detto pronto a sollecitare le pratiche anche con il loro parziale trasferimento in altri uffici. 

di personale dello Sportello unicoimmigrazionedi
Brescia

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