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Rifugiati, a Brescia i primi arrivi

40 i migranti in attesa di ricollocazione ospitati negli alberghi di Azzano e Darfo. Ma gli sbarchi continuano e Fenaroli ha chiesto l'intervento del prefetto.

(red.) Sono arrivati a Brescia i primi immigrati giunti sulle coste della Sicilia nelle ultime settimane. Sono 40 per ora di provenienza libica e altri ne arriveranno nei prossimi giorni. Un numero probabilmente destinato a salire se nuovi sbarchi si verificheranno prossimamente, cosa abbastanza probabile visto che l’inverno sta finendo e il Mediterraneo, con la bella stagione, diventa un ostacolo meno pericoloso e insormontabile da attraversare per migliaia di africani in cerca di asilo in Europa.
Ventotto di loro sono ancora collocati nelle strutture alberghiere di Azzano e Darfo, in attesa di ricevere una nuova assegnazione. Venerdì 28 marzo è convocata una riunione a palazzo Broletto in cui verranno verificate le disponibilità nelle strutture gestite dalle realtà del terzo settore.
Una presenza, quella dei migranti, che non poteva non suscitare polemiche. A protestare è in particolar modo la Lega Nord che si è scagliata contro l’assessore Marco Fenaroli, ritenuto responsabile della sottoscrizione dello Sprar, la procedura nazionale con cui si è decisa la suddivisione nelle varie regioni dei rifugiati.
Ma Fenaroli non nasconde le difficoltà della Loggia di fronte all’emergenza: «L’improvviso arrivo di 40 persone nella nostra provincia alla fine della scorsasettimana – ha dichiarato l’assessore alla Casa e alla Partecipazione –  è stato deciso dal ministero degli Interni a prescindere dagli impegni qui programmati e senza consultazione alcuna- prosegue il comunicato-. Nella mattinata di venerdì la Prefettura ha incontrato i responsabili dei progetti bresciani, che non hanno mancato di far presente le pesanti criticità che questo modo di procedere comporta per chi sta lavorando da tempo allo scopo di non ricreare le situazioni incresciose patite con l’emergenza Nord Africa di tre anni fa».
L’invito rivolto alla Prefettura è dunque quello di inserire i nuovi arrivi «nei progetti Sprar già approvati, che hanno ancora posti disponibili, e di promuovere la programmazione di nuovi progetti, alla luce delle previsioni di una permanenza delle crisi attorno al Mediterraneo».

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