A Brescia 40 profughi in fuga dalla Libia

I migranti sistemati in due alberghi, in attesa di una nuova collocazione. Bordonali: «Lombardia non ha più risorse». Rolfi: «Regalo di Renzi a Del Bono».

(red.) Hanno dai 18 ai 37 anni, provengono dall’Africa (Mali, Gambia, Sierra Leone, Guinea, Senegal, Etiopia), paese che hanno lasciato alla ricerca di una vita e di un futuro migliore. Quaranta uomini in fuga dalla disperazione, tra le migliaia giunti in queste ore a Lampedusa, e che il ministero degli Interni ha deciso di inviare a Brescia.
I profughi sono stati accolti, identificati e alloggiati tra l’hotel Niga ad Azzano Mella e l’hotel Milano in via Vallecamonica. Il gruppo fa parte dei 140 immigrati giunti in Lombardia negli ultimi giorni. Gli altri rifugiati sono stati distribuiti tra le province di Bergamo e  Sondrio.
Della loro sistemazione è stata incaricata la Prefettura, che si è dovuta attivare celermente poichè avvertita solo giovedì sera dell’arrivo.
Il costo giornaliero medio per vitto e alloggio degli immigrati nelle strutture alberghiere è di circa 30 euro, ma una dozzina di loro verrà trasferita alla Caritas  di Darfo e parte sarà collocata invece presso lo Sprar.
Sui nuovi arrivi di immigrati dalla Libia sono intervenuti l’assessore regionale alla sicurezza, con delega all’immigrazione, la bresciana Simona Bordonali ed il segretario provinciale della Lega Nord Fabio Rolfi.
«Ormai siamo al paradosso- ha detto Bordonali- in un periodo in cui l’emergenza occupazionale risulta sempre più stringente, qualcuno preferisce pensare a sistemare queste persone in hotel a quattro stelle, come accaduto stanotte in provincia di Pavia. Questa politica dell’accoglienza a tutti i costi ci porterà allo sfascio: Regione Lombardia aveva già dichiarato di non avere risorse da destinare a nuovi arrivi sul territorio». «Abbiamo centinaia di migliaia di disoccupati lombardi e anche tra gli immigrati regolari il tasso di disoccupazione nella nostra regione è del 14,4%» ha aggiunto l’assessore lombardo. «Sono queste le problematiche da risolvere e se abbiamo risorse dobbiamo destinarle all’emergenza occupazionale». Bordonali lamenta anche che «i nuovi arrivi di questi giorni sono stati promossi dal Governo attraverso le Prefetture, senza coinvolgere minimamente gli enti locali, che poi dovranno anche accollarsi le spese per i servizi. La Regione Lombardia non è stata nemmeno informata di questa decisione. Un comportamento davvero incomprensibile che testimonia ancora una volta e in modo definitivo la scarsa propensione alla collaborazione da parte delle Prefetture, enti che continuano a fornire risposte inadeguate alle esigenze dei territori».«Ribadisco- ha cocnluso l’assessore Bordonali- che in Lombardia non c’ è posto per altri immigrati e che l’ente regionale non supporterà mai questa politica buonista».
Per Rolfi «Brescia è la città con il più alto tasso di immigrazione. Qui l’immigrazione é un  problema sociale più che un’opportunità. I 40 ‘profughi’ arrivati sono l’ultimo regalo di Renzi a Del Bono e Fenaroli. Loro sorridono, accettano e ringraziano. Peccato che per i bresciani l’ideologia immigrazionista della sinistra significhi solo meno servizi, immigrati a zonzo e problemi di sicurezza».
«Problemi già evidenti e esasperanti da quando Del Bono è sindaco» ha chiosato il segretario leghsita. «Mi chiedo perché anche questa volta Brescia  si debba sacrificare per uno Stato che in cambio non dà mai nulla».

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