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Migranti, è Brescia la più attrattiva

Il 40% dei nuovi nati in città ha i genitori stranieri. Leonessa nella media per la qualità del lavoro offerto, ma scarseggiano le opportunità di integrazione.

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(red.) Il nuovo rapporto dell’Ufficio nazionale anti discriminazioni razziali parla chiaro: se si tratta di immigrazione, Brescia è la città italiana con più attrattività.
Con 163 mila residenti di origine straniera sul territorio, infatti, la Leonessa è un esempio molto significativo della tendenza all’insediamento stabile che, ovviamente, sottintende un crescente bisogno di integrazione. Proprio su questo punto, però, pare ci sia ancora da lavorare. L’indice Cnel per il Bresciano è di 58,4, inferiore, cioè, alla media per il Nord Ovest, che è 62.
Si conferma altissimo, invece,  il trend delle nascite di bambini figli di genitori stranieri che, nel 2012, nella sola municipalità di Brescia erano il 40,9 % della totalità. Per quanto riguarda, poi, la qualità del lavoro offerto ai migranti, la nostra città si colloca circa a metà della classifica nazionale: in ambiti come la zootecnica, la cura e le pulizie, di lavoro, a quanto pare, ce n’è ancora.
Considerando le opportunità di integrazione, però, cioè gli indici relativi alla casa e al successo scolastico, il Bresciano è al di sotto della media nazionale.
Il titolo dello studio statistico, compilato dal centro studi e ricerche Idos, è «Dalle discriminazioni ai diritti», cosa che, di fatto, ne suggerisce la vocazione a strumento per creare nuove strategie di inclusione sociale.
Il Dossier calcola anche costi e benefici derivanti dall’immigrazione per le casse statali. Mettendo in rapporto la spesa pubblica per l’immigrazione, i contributi previdenziali versati e le tasse pagate, il saldo ottenuto considerando la situazione italiana nel 2011, è di 1,4miliardi.
Secondo i dati raccolti, poi, la spesa per la gestione dei flussi e per gli interventi di contrasto all’irregolarità, sarebbe superiore a quella per le politiche di integrazione.

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