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Stranieri: “Prefetto, parli con noi”

Una serie di associazioni sostenute dai sindacati chiedono un colloquio con Narcisa Brassesco Pace: "Vorremmo consegnarle un documento".

(s.s.) In provincia di Brescia sono quasi 200mila, eppure ancora faticano a farsi ascoltare dalle istituzioni. Sono gli immigrati regolari che dopo i fatti della gru di via San Faustino dello scorso autunno non sono più riusciti a farsi ascoltare dal Prefetto Narcisa Brassesco Pace. Altri, anche autorizzati, hanno parlato al loro posto, ma ora gli stranieri, che si sentono bresciani a tutti gli effetti, vogliono incontrare il rappresentante del governo a Brescia. E vogliono farlo di persona.
Al Prefetto vorrebbero presentare un documento con tutte le possibili soluzioni al problema del mancato rilascio dei permessi, della difficoltà di avere i rinnovi in tempi accettabili, del decreto flussi che non ha prodotto ancora nessun effetto, della difficoltà dei ricongiungimenti e così via. Ma soprattutto vogliono incontrare il Prefetto per avere un dialogo e aprire un tavolo di confronto nel quale studiare insieme le possibili soluzioni.
La richiesta ufficiale di incontro è stata depositata pochi giorni fa ed è già stata accettata: venerdì 4 novembre alle 11 una piccola delegazione degli immigrati potrà salire in Broletto per incontrare un funzionario dell’ente, ma non il Prefetto.
“Cerchiamo un confronto e un dialogo aperto con le istituzioni”, ha spiegato Momar Mbow in rappresentanza di tutte le associazioni di immigrati presenti a Brescia, “perchè siamo convinti che dalla conoscenza reciproca e dal confronto possa scaturire la soluzione. Vogliamo collaborare con la Prefettura: noi non abbiamo la chiave di tutto, ma nemmeno loro. Solo mettendoci insieme potremo trovarla”.
Dryss Enniya, responsabile dell’Ufficio immigrati della Cgil, ha detto che “ora tutte le associazioni dei migranti sono mature, ci sentiamo pronti per incontrare il Prefetto. Vogliamo essere protagonisti di un dialogo con le istituzioni, e in base alle risposte che arriveranno daremo la nostra disponibilità”.
Anche le tre sigle sindacali, Cgil, Cisl e Uil, hanno dato il loro appoggio all’iniziativa, ma lasceranno che siano gli immigrati a incontrare il funzionario. “Ci sono molti problemi legati all’immigrazione sul territorio bresciano. E le manifestazioni, come l’ultima in città, che non sono condivise con gli stessi immigrati rischiano di peggiorare la situazione. La cittadinanza bresciana però deve capire che anche gli stranieri regolari hanno pari diritti che non possono essere ancora negati”, ha aggiunto Claudio Comencini della sezione Uil immigrati.
A Brescia per ottenere il rinnovo del permesso di soggiorno si può arrivare anche ad un anno di attesa, nelle province vicine come Mantova, Bergamo e Verona il tempo medio è di uno o due mesi. “Per parlare di integrazione vogliamo avere prima di tutto i documenti in regola”, ha fatto sapere Zaman M.K., rappresentante del Forum delle associazioni immigrati, “per poter portare la nostra ricchezza culturale in questa società e contribuire alla coesione sociale dobbiamo poter smettere di correre dalla mattina alla sera da un ufficio all’altro per rincorrere i nostri diritti. Altrimenti si rischia di avere situazioni di esasperazione fuori controllo come è successo con i fatti della gru”.

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