Preferenze, Rolfi sfonda quota mille

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Il segretario cittadino del Carroccio batte tutti. Poi Bisleri, Margaroli e Bragaglio.


(red.) L’assessore uscente alla Pubblica istruzione, Carla Bisleri, candidata di lungo corso in consiglio comunale, è una donna abituata a vincere la gara delle preferenze. Alle ultime elezioni di Palazzo Loggia ha fatto come al solito l’en plein, ma solo nel suo partito, il Pd. Neppure la capillare rete di contatti nei quartieri e nelle società sportive di Bisleri ha potuto contrastare l’ascesa del nuovo uomo forte della Lega Nord in città, Fabio Rolfi, che con le sue 1.084 preferenze personali è risultato di gran lunga il più votato tra tutti i neoconsiglieri, ipotecando così la carica di vicesindaco nella futura giunta Paroli e lasciando il secondo nome del Carroccio, la consigliera uscente Simona Bordonali, a quota 296. L’altro uscente leghista, Massimo Bianchini, ne ha ottenute 117 e si è piazzato quinto dietro Massimo Tacconi (130) ed Elena Bonometti (126).
Bisleri è riuscita, con le sue 711 preferenze, a restare di poco avanti al presidente uscente della Quarta circoscrizione,
Maurizio Margaroli
, che ha messo in campo una macchina bene organizzata che gli ha portato però "solo" 703 consensi personali: non pochi. A Margaroli il buon risultato frutterà un posto come assessore.

La sfida sotterranea delle preferenze ha premiato anche un vecchio leone della politica bresciana come Claudio Bragaglio. L’assessore uscente, ex segretario del Pci e dei Ds ed ex consigliere regionale, è stato politicamente dato per morto almeno un paio di volte nella sua lunghissima carriera, ma in questa circostanza ha dimostrato di essere ben vivo, incassando 569 consensi personali grazie alla solidità dei suoi rapporti nelle sezioni.
Subito dopo di lui un uomo del Pdl, ex Forza Italia: il consigliere uscente
Giorgio Maione
: un altro che s’è conquistato spazio grazie ai suoi 560 voti e per il quale Paroli troverà una collocazione tra gli assessori che andranno agli ex Azzurri.

Verrà premiato con un assessorato anche Andrea Arcai. L’avvocato di An è arrivato sesto assoluto con 553 consensi personali e si dice che punti alla Cultura. Il secondo assessore in quota An sarà Mario Labolani, ex presidente della Nona, che ha portato a casa 467 voti personali.
Niente poltrone, invece, per il settimo e l’ottavo consigliere nell'elenco dei più preferenziati: sono infatti entrambi del Pd.
Fabio Capra
, l’ex assessore all’Assistenza, ha messo a frutto i suoi strettissimi legami con il mondo del volontariato cattolico cittadino incassando 528 preferenze. Mentre il lavoro sul territorio dell’ex presidente della Seconda circoscrizione Gianbattista Ferrari è stato premiato con 515 voti.

Le 501 preferenze di Luigi Gaggia del Pdl (è arrivato nono assoluto) rappresentano però la prima vera sorpresa per chi guarda a questi risultati personali, che sono il termometro della capacità dei candidati di attrarre il consenso degli elettori. Anche per lui Paroli dovrà trovare una collocazione che ne valorizzi il peso conquistato sul campo.
Il decimo assoluto è stato un altro Pd,
Beppe Ungari
, già vice di Ferrari in Seconda circoscrizione, che ha ottenuto un risultato eclatante con 498 voti. S'è piazzato addirittura prima del vice sindaco uscente Luigi Gaffurini (491) e di un'altra vecchia volpe come l'ex parlamentare Ds e consigliere provinciale Aldo Rebecchi, eletto grazie a 429 voti personali.

Curiosando tra le liste si scoprono non solo i premiati, ma anche i bocciati illustri: è il rischio che corre chi mette in gioco il proprio nome in un’elezione. Nel Pdl, per esempio, resta fuori a sorpresa la figlia del presidente del Brescia,
Silvia Corioni: troppo poche 78 preferenze. Ben di più i consensi raccolti dall’ex direttore del Civile Lucio Mastromatteo, 241, ma che comunque non sono bastati per entrare in consiglio.
Fuori anche gli uscenti
Antonio d’Azzeo (213)
, Mario Pellicanò (184) e Giovanni Petriccione (118). Pochi i voti ottenuti dall’ex presidente della Quinta Andrea Gervasi, protagonista di un clamoroso "salto della quaglia" preelettorale, essendo passato dal centrosinistra al centrodestra: gli elettori non l’hanno premiato ed è rimasto fuori dal consiglio con le sue 120 preferenze.

Nel Pd la bocciatura più clamorosa è stata probabilmente quella dell’ex esponente degli industriali dell’Aib Luigi Meroni: in caso di vittoria di Del Bono sarebbe stato vicesindaco, ma si è fermato a 118 preferenze.
Viene da chiedersi se si aspettava di più dalle urne l'ex presidente dei Gnari de Mompià Gianluigi Fondra, che non è stato eletto, ma con le sue 259 preferenze è arrivato prima nel Pd della consigliera Ds uscente Laura Parenza (232).
Le 290 preferenze che ha raccolto non sono bastate ad
Alfredo Bazoli
, cognome illustre nella storia politica ed economica bresciana, per guadagnare un seggio da consigliere nelle file del Pd: è il primo dei non eletti.
Il suo omologo nel Pdl, primo dei non eletti con 295 preferenze, è stato
Gaetano Visconti
, che per il gioco delle rinunce di qualche assessore entrerà sicuramente in consiglio. 

Rumorosa nell’Udc la bocciatura dell’ex europarlamentare e capolista Andrea Bonetti, arrivato addirittura terzo con 123 preferenze. Prima di lui il consigliere comunale uscente Nicola Orto (312 preferenze) che probabilmente otterrà l'assessorato alla Famiglia e anche Giovanni Aliprandi (141). In lista nell’Udc c’era pure la presidente del Movimento italiano casalinghe, Tina Leonzi, che di preferenze ne ha portate a casa solo 26.

Segnaliamo, nella lista della Sinistra, la bocciatura degli esponenti dell’apparato dei partiti. L’unica a salvarsi (relativamente) è stata la segretaria provinciale di Rifondazione comunista Gianna Baresi che tuttavia, nel segno della débacle del suo movimento, ha ottenuto solo 147 preferenze ed è stata battuta dal volto nuovo della ginecologa Donatella Albini, la capolista, che siederà in consiglio grazie ai suoi 161 voti personali.
Nella lista Castelletti ha fatto bene l'assessore uscente Dionigi Guindani (442), che ha vinto la sfida personale con il compagno di partto e capogruppo in Loggia Luciano Cantoni (297).

Lasciamo ai lettori il piacere un po’ sadico di sfogliare gli elenchi delle preferenze prese dai vari candidati per scoprire vicini di casa, lontani parenti e vecchi amici che ne hanno ottenute zero. Sono ben 230, sparsi soprattutto nelle liste minori: non solo non li hanno votati le mogli, i mariti, i fidanzati, le morose, i genitori e i figli, ma non si sono votati neppure loro. Li trovate in questa pagina sul sito del comune di Brescia. Altri 37 hanno chiuso con una sola preferenza. La loro?

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