Omicidio Laura Ziliani, rinvio a giudizio per il “trio criminale”

La Procura ha disposto il processo per Silvia e Paola Zani, figlie della ex vigilessa uccisa nel maggio di un anno fa, e per Mirto Milani, fidanzato della sorella maggiore. I tre hanno confessato l'omicidio.

Temù. Rinvio a giudizio per il “trio criminale”, ovvero per Mirto Milani, Silvia e Paola Zani, rei confessi dell’omicidio di Laura Ziliani, ex vigilessa 55enne di Temù, uccisa tra il 7 e l’8 maggio del 2021 ed il cui corpo venne poi ritrovato tre mesi dopo sepolto sotto una coltre di terra e fogliame lungo la ciclabile che corre a fianco del fiume Oglio, nel paese bresciano. Le due figlie della donna, 27 e 20 anni e il fidanzato della maggiore, 28 anni, arrestati lo scorso 24 settembre con l’accusa di omicidio volontario e occultamento di cadavere, andranno così a processo.

mirto milani

Dopo un silenzio durato otto mesi, i tre indagati hanno deciso, una volta chiuse le indagini, di ammettere le proprie responsabilità e di descrivere le fasi in cui è avvenuto il delitto: avrebbero prima stordito la donna con una massiccia dose di benzodiazepine, quindi avvolto la testa in un sacchetto di plastica, ma poichè il laccio usato non reggeva, avrebbero deciso di strangolarla a mani nude. Quindi avrebbero caricato il corpo di Laura in auto e l’avrebbero nascosta nel bosco, dove, 90 giorni dopo, a seguito di una piena del fiume, il cadavere è riemerso, in condizioni di parziale mummificazione.

A quanto appurato dagli inquirenti, il terzetto, avrebbe cercato di uccidere Laura qualche mese prima, ma gli psicofarmaci non avrebbero sortito l’effetto sperato, lasciando la donna stordita per un paio di giorni. Una sorta di “prova generale” prima di compiere l’atroce gesto che sarebbe maturato, secondo quanto dichiarato dalle figlie della ex vigilessa, per fortissime “tensioni” e dissidi familiari e non, come invece ipotizzato dalla procura di Brescia, per motivi economici.

 

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