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Omicidio Fantoni, “atrocità e disumanità” di Pavarini tra le motivazioni dell’ergastolo

(red.) Nella giornata di oggi, mercoledì 15 settembre, la corte d’assise d’appello di Brescia ha reso note le motivazioni della sentenza di condanna all’ergastolo nei confronti di Andrea Pavarini, 32 anni, che il 25 gennaio 2020 violentò e uccise Francesca Fantoni.
“Non può che evidenziarsi”, scrivono i giudici, “la atrocità e disumanità mostrata dall’imputato che ha infierito sulla vittima con crudeltà fino a massacrarla, infliggendole gratuitamente sofferenze aggiuntive rispetto a quelle idonee a procurarne il decesso”.

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Sulla tesi della difesa, ovvero l’incapacità di volere di Pavarini, la corte d’assise spiega: “È evidente che la mancata conoscenza dell’innesco della reazione scatenante rende problematico valutare se, e soprattutto in quale misura, il deficit intellettivo abbia eroso i contrappesi che costituivano nell’omicida l’argine all’elemento distruttivo e, dunque, quale sia stata in concreto l’intensità della pressione esercitata dalla situazione di stimolo su un soggetto portatore di un impaccio cognitivo medio-basso”.

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