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Riesame, niente arresto per Cellino e sequestro di beni “ridotto”

Ieri la decisione dopo l'appello del magistrato che aveva chiesto le misure per il presidente del Brescia Calcio.

(red.) Niente arresto per il presidente del Brescia Calcio Massimo Cellino e “solo” 664 mila euro di sequestro preventivo dei beni a carico dello stesso patron. E’ quanto ha stabilito ieri, giovedì 29 aprile, il tribunale del Riesame di Brescia al quale si era rivolto il magistrato che aveva chiesto, dopo un’indagine fiscale della Guardia di Finanza, l’arresto del presidente e il sequestro di oltre 50 milioni di euro a carico anche della moglie di Cellino e della segretaria.

La richiesta era già stata rigettata dal giudice delle indagini preliminari e anche dal Riesame. L’accusa nei confronti di Cellino è di aver realizzato reddito in Italia, ma con la residenza formale all’estero. E secondo lo stesso tribunale del Riesame bresciano l’importo della contestazione non avrebbe raggiunto la soglia che fa scattare il reato fiscale. A questo punto, aldilà del sequestro immediato di 664 mila euro a carico del presidente del Brescia, la procura potrebbe ricorrere in Cassazione.

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