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Brescia, fa prostituire una ragazza su ricatto: condannata a 8 anni

Ieri la sentenza per una donna di 36 anni che però, dopo i domiciliari, ha fatto perdere le tracce ed è latitante.

(red.) Nella giornata di ieri, giovedì 15 aprile, il tribunale di Brescia ha condannato in primo grado a otto anni di reclusione una 36enne di origine nigeriana per l’accusa di induzione e sfruttamento della prostituzione nei confronti di una ragazza che, al tempo dei fatti tra il 2015 e il 2016, era minorenne. Come ha ricostruito l’accusa, accogliendo la posizione del giudice, la 36enne avrebbe fatto arrivare la giovane in Italia, attraverso la Spagna, promettendole una vita migliore.

In realtà, nel momento dell’arrivo a Brescia la ragazza era stata costretta a prostituirsi sulle strade della bassa bresciana. E tutto questo per opera di un ricatto tramite riti tribali. La giovane, se avesse chiesto la libertà, avrebbe dovuto pagare 40 mila euro alla donna, spesi alla famiglia di origine per l’affidamento.

Poi la stessa ragazza, anche tramite un’altra donna, era riuscita in qualche modo a liberarsi e a denunciare la sua “protettrice”. Per quel motivo era stata destinataria di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, ma poi si era vista concedere i domiciliari. Infine, è riuscita a far perdere le tracce e al momento è latitante.

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