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Brescia, coniugi a processo per maltrattamenti in famiglia

Erano stati denunciati dalla figlia maggiore che si sarebbe rifiutata di accettare un matrimonio combinato.

(red.) Il prossimo giugno in tribunale a Brescia inizierà il dibattimento di un processo che vede alla sbarra marito e moglie accusati di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali e induzione al matrimonio ai danni dei quattro figli. Tanto che ai due coniugi dopo i fatti di quel 2019 è stata tolta la potestà genitoriale e hanno anche incassato il divieto di avvicinamento verso i quattro, tutti attualmente in una struttura protetta.

Si tratta di una 24enne, una 19enne, una 16enne e un 15enne. Secondo l’accusa, il loro padre 64enne giunto in Italia diversi anni prima non era per nulla d’accordo con la mentalità occidentale. Tanto che, come aveva denunciato la 24enne alle forze dell’ordine, il padre l’avrebbe indotta a un matrimonio combinato “altrimenti fai la fine di Sana Cheema”.

Cioé la giovane pakistana, cresciuta a Brescia, uccisa prima di tornare in Italia dal Pakistan e dopo che si sarebbe rifiutata di accettare un matrimonio combinato. Ma di fronte a queste accuse il padre 64enne di questo nuovo recente caso si difende.

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