Questura di Brescia, “cresta” sulla mensa: deve restituire 87 mila euro

Condannata dalla Corte dei Conti, avrebbe agito in modo consapevole registrando versamenti mai effettuati.

(red.) L’ex responsabile della mensa della questura di Brescia, già condannata nel 2019 per falso ideologico e accusata di essersi appropriata di circa 120 mila euro in dieci anni di servizio, si è vista pignorare come sequestro preventivo dalla Corte dei Conti lombarda fino a oltre 87 mila euro. La sentenza della magistratura contabile è stata depositata nei giorni precedenti a lunedì 29 marzo. E insieme a lei altri due soggetti dovranno pagare circa 7.700 mila euro e poco più di 3 mila euro tra quanti erano addetti ad analizzare i conti della mensa e che presentavano degli ammanchi sospetti.

Secondo la Corte dei Conti, la cui sentenza è riportata da Bresciaoggi, l’ex responsabile della mensa avrebbe agito in modo consapevole registrando dei versamenti di cassa in tesoreria mai fatti e per mostrare come i conti fossero in pareggio. Come detto, l’ex addetta venne già condannata a un anno e quattro mesi di reclusione, ma con pena sospesa, nel 2019 per falso ideologico, ma assolta dall’accusa di peculato. A quel processo si era arrivati dopo un’inchiesta seguita da una segnalazione proveniente proprio dalla questura.

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