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Brescia, violenza sessuale su una donna disabile: chiesti 4 anni

La giovane aveva denunciato l'episodio a inizio 2018. All'inizio il magistrato aveva però chiesto l'archiviazione.

(red.) Nelle ore precedenti a giovedì 18 marzo in tribunale a Brescia è tornato un caso per il quale inizialmente il magistrato aveva chiesto l’archiviazione. Si tratta di una donna bresciana di 26 anni, affetta da disturbi psichiatrici, che all’inizio del 2018 si era presentata in questura per denunciare di essere vittima di violenza sessuale da parte di un 29enne kosovaro.

La giovane aveva raccontato che nei pressi della struttura per disabili dove aveva seguito un corso di formazione, non lontano da piazzale Arnaldo, alla fermata dell’autobus sarebbe stata attirata dallo straniero verso il suo appartamento con la scusa di un caffé. E in quella casa si sarebbe consumata la violenza, mentre al contrario l’uomo si era difeso dicendo che la 26enne fosse consenziente.

Di fronte all’accaduto, il caso era approdato in tribunale con la richiesta di archiviazione, alla quale si era opposta la difesa della ragazza. E anche il giudice aveva deciso per l’imputazione coatta del kosovaro. Nel corso del nuovo processo, che si sta celebrando con rito abbreviato, l’accusa stavolta ha chiesto 4 anni di reclusione.

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