Macchinisti ubriachi Frecciarossa, loro chiedono la messa in prova

Ieri l'udienza rivolta a quanto era accaduto nell'aprile del 2019. Il giudice si è riservato di prendere una decisione.

(red.) Aveva destato scalpore quanto avvenuto alla fine di aprile del 2019 nel momento in cui alla stazione ferroviaria di Brescia, all’alba, decine di passeggeri che dovevano salire a bordo di un treno Frecciarossa diretto a Napoli, erano stati costretti a salire su un altro convoglio. Questo, perché il macchinista era ubriaco pur presentandosi al lavoro, mentre il collega era addirittura finito in ospedale in coma etilico.

E tutto per la cena a base di alcol della sera precedente. A distanza di quel periodo, la vicenda è finita in tribunale e ieri, mercoledì 24 febbraio, a Brescia si è svolta un’udienza nel corso della quale gli stessi due macchinisti hanno chiesto la messa in prova.

Ma su questo si dovrà ancora decidere. All’alba di quel giorno era stato il capotreno a capire subito che qualcosa non andava quando il macchinista faticava persino a salire sul treno, mentre il collega non c’era. E si era scoperto che l’addetto al lavoro aveva un livello di alcol nel sangue quattro volte oltre il consentito.

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