Convincono invalido a comprare sette cellulari, due a processo

Ieri in tribunale a Brescia si è aperto un procedimento a carico di due accusati di circonvenzione di incapace.

(red.) Nella giornata di ieri, mercoledì 24 febbraio, in tribunale a Brescia si è aperto un processo a carico di due persone – un bresciano e un albanese – accusate di circonvenzione di incapace. In particolare, per essersi finti amici di un ragazzo affetto da un disturbo cognitivo e una forma di invalidità. Questo aveva portato il giovane a dare subito la fiducia ai due, soprattutto in comportamenti che sono finiti ora alla sbarra. Secondo l’accusa, i due sarebbero riusciti a convincere nel 2016 il giovane di Borgosatollo ad andare insieme al centro commerciale Freccia Rossa di Brescia.

Qui a suo nome avrebbe sottoscritto sette contratti all’interno di un centro di telefonia acquistando telefoni di ultima generazione. E per sostenere il pagamento, lo avrebbero anche convinto ad andare in banca e ad aprire un conto corrente dedicato usandolo per pagare quei contratti. Peccato che poi i cellulari finissero nelle mani degli amici, poi non più rintracciabili. Ad accorgersi era stato il padre del giovane ricevendo una serie di fatture di pagamento per 100 euro per ciascuno dei cellulari.

Una situazione che aveva portato proprio il padre a rivolgersi alle forze dell’ordine e a far partire il processo che ieri ha visto la prima udienza e aggiornato al prossimo 9 giugno. Tra l’altro la stessa vittima, che ora ha 25 anni, si era fatto convincere da altri finti amici ad attivare due carte Poste Pay che poi loro stessi usavano per truffare diversi clienti in Italia. Per questo motivo, risalendo alle tessere, il giovane era finito a processo per truffa, ma di fronte a una perizia psichiatrica non si era disposto il processo.

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