Lombardia in zona rossa, scontro si sposta al Senato e al Tar del Lazio

Oggi il Pirellone allargherà il ricorso all'ordinanza da zona arancione e ai verbali del Cts e della cabina di regia.

(red.) Quella che si apre oggi, lunedì 25 gennaio, sarà una settimana destinata ad allungare le polemiche sul fronte dello scontro tra la Regione Lombardia e il Governo centrale per il fatto che la regione è stata una settimana, quella dal 17 al 23 gennaio, in zona rossa per errore. Errore dovuto a un calcolo che ha fatto finire nel conteggio dei casi positivi più di quelli che ci sarebbero dovuti essere. Lo scontro politico tra Milano e Roma continua, visto che in Senato il ministro della Salute Roberto Speranza dovrebbe essere chiamato a riferire nel corso di un question time per capire cosa sia accaduto.

Ma la battaglia, mentre dalla Lombardia le associazioni di categoria stanno lavorando a una class action per chiedere un risarcimento danni – si parla di 600 milioni di euro – per la settimana in zona rossa nonostante i dati fossero da arancione, proseguirà anche con la giustizia amministrativa. Oggi, lunedì 25 gennaio, è atteso il pronunciamento del Tar del Lazio sul ricorso lombardo contro l’ordinanza e la parte del dpcm in cui si fissano i criteri per le “colorazioni”.

Ma non solo, perché il ricorso si allargherà anche all’ordinanza (qui il testo) con cui la Lombardia da ieri, domenica 24 gennaio, è stata posta in zona arancione, così come i verbali della cabina di regia (qui il testo) e del Comitato tecnico scientifico (qui il testo). Infatti, in quei documenti si fa riferimento a una presunta responsabilità della Lombardia nell’aver inviato dati errati, poi rettificati dallo stesso Pirellone.

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