Scomparsa Mario Bozzoli, per nipote Giacomo ci sarà processo

Ieri in udienza l'accusa ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio per l'unico accusato. Al via dal 14 gennaio.

(red.) Nella giornata di ieri, giovedì 10 dicembre, Giacomo Bozzoli, nipote dell’imprenditore Mario scomparso nel nulla lo scorso 8 ottobre del 2015 dalla sua fonderia di Marcheno, in Valtrompia, nel bresciano, è stato rinviato a giudizio. Il processo – l’imputato è accusato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e distruzione di cadavere – inizierà il 14 gennaio alla Corte d’Assise di Brescia.

Giacomo Bozzoli viene ritenuto l’unico accusato di quella misteriosa sparizione dello zio e ora in tribunale si cercherà di fare luce per capire cosa sia realmente successo cinque anni fa. Anche perché il corpo non è mai stato trovato, così come nemmeno l’arma del delitto e non sono state trovate tracce nell’auto del nipote ora alla sbarra.

Ieri l’accusa rappresentata da Silvio Bonfigli e Marco Martani ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio durante l’udienza in cui erano presenti i familiari dell’imprenditore, ma non l’imputato. E gli stessi familiari hanno subito allontanato l’idea manifestata dai legali di Giacomo Bozzoli che Mario si sia allontanato da solo dalla fonderia. Ora i riflettori saranno accesi dal prossimo gennaio sul processo.

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