Indagine Leonessa, in tribunale si apre udienza preliminare per 112

Per l'accusa, il gruppo avrebbe commesso reati fiscali e contro la Pa riciclando proventi in attività economiche.

(red.) Secondo la Direzione distrettuale antimafia di Brescia si tratta di un’associazione criminale autonoma e operativa nella nostra provincia, ma comunque collegata con alcune cosche mafiose di Gela. Un gruppo che avrebbe messo in campo ogni strategia per commettere reati di tipo fiscale e contro la pubblica amministrazione e riciclando i proventi illeciti in attività economiche. Questo è uno dei filoni della maxi inchiesta “Leonessa” che ha già visto il magistrato Paolo Savio iscrivere 112 persone nel registro degli indagati, di cui 19 finiti in carcere.

Per tutti domani, martedì 20 ottobre, sarà una giornata particolare visto che in tribunale si aprirà l’udienza preliminare nel corso della quale il giudice dovrà decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio espressa dal pm. E tra questi che rischiano di finire a processo ci sono condannati per mafia e imprenditori che avrebbero sfruttato il sistema per non pagare le tasse. Quindi, vari professionisti e persino un carabiniere. Tra gli indagati che potrebbe finire a processo c’è anche il 33enne siciliano Rosario Marchese che si è visto confiscare un patrimonio di 15 milioni di euro.

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