Strage piazza Loggia, Tramonte dall’ergastolo chiede la revisione foto

I nuovi legali dell'uomo ora in carcere avrebbero i risultati di una perizia sulla foto che potrebbe "scagionare" l'assistito.

(red.) Dopo oltre quarant’anni di indagini, udienze e processi, lo scorso 2017 si era arrivati alla sentenza, confermata dalla Cassazione, di ergastolo per l’ex informatore dei servizi segreti Maurizio Tramonte e il medico Carlo Maria Maggi di Ordine Nuovo per la strage di piazza Loggia a Brescia del 28 maggio 1974. Ma ora quella sentenza torna di attualità visto che, come rivelano le colonne del Giornale di Brescia e del Giorno, proprio Tramonte, tramite i propri legali, ha fatto depositare una richiesta di revisione del pronunciamento. L’ex fonte dei servizi segreti era stata condannata all’ergastolo nell’ennesimo processo d’appello a Milano e l’esito confermato dalla Suprema Corte per non aver evitato che quel 28 maggio in piazza durante una manifestazione sindacale antifascista esplodesse la bomba.

Di cui il mandante, secondo le carte della giustizia, è stato Carlo Maria Maggi, esponente di Ordine Nuovo, deceduto nel 2018. Tramonte è attualmente detenuto nel carcere di Fossombrone dopo essere fuggito ed essere trovato e arrestato in Portogallo. Ma ora la sentenza passata in giudicato rischia di tornare d’attualità. Gli avvocati dell’uomo hanno avanzato alla Corte d’Appello di Venezia la richiesta di revisione puntando i riflettori su presunte nuove prove.

Al centro, per esempio, c’è la fotografia in bianco e nero mostrata da Vincenzo Arrigo – l’uomo è deceduto a Esine, in Valcamonica, in conseguenze tragiche – a Tramonte il quale avrebbe detto di essere lui quello indicato su quello scatto in piazza. Ma i legali dell’ex fonte dicono di aver fatto svolgere una nuova perizia tecnica e ad alta tecnologia verificando come quell’uomo non fosse il loro assistito. Per questo motivo, indicando anche presunte illegalità nel processo che ha portato alla condanna, chiedono che la sentenza venga rivista.

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