Scontro tra vittima e aguzzino in tribunale, sentenza il 16 luglio

Ieri un'altra udienza: lei dice di essere stata quasi strangolata per aver rifiutato un rapporto. Ma lui nega tutto.

(red.) Nella giornata di ieri, giovedì 9 luglio, in tribunale a Brescia si è svolta un’altra udienza nell’ambito del processo a carico di Filippo Vitello, 36enne dipendente comunale di Nave, imputato per tentato omicidio ai danni di una barista di 39 anni, anche lei di Nave. L’indagine e il successivo procedimento in un’aula di giustizia erano seguiti a un post di sfogo pubblicato su Facebook dalla barista quella sera del 19 gennaio del 2019. La donna, sentita anche ieri nella sua testimonianza, ha detto come l’uomo avesse tentato di strangolarla a bordo dell’auto tra Brescia e Collebeato per aver rifiutato un rapporto sessuale.

Ma lui, al contrario, attualmente agli arresti domiciliari dopo quella vicenda, ha negato ogni accusa dicendo di aver trattenuto la barista per la sciarpa solo qualche secondo e per essere stato insultato da lei. La presunta vittima ha rivelato di conoscere da tempo l’uomo e che quella sera, in auto, stavano facendo un giro dei locali.

Poi, nel rientro a casa, lui avrebbe tentato di ucciderla per il mancato rapporto. Al contrario l’uomo ha detto che la barista lo avrebbe insultato nel tentativo di consumare della cocaina. Il processo di primo grado che si sta celebrando è stato aggiornato al 16 luglio quando è prevista anche la sentenza.

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