Delitto di Erbusco, pena confermata ma senza premeditazione

Il tribunale di Milano ha ribadito 17 anni di reclusione per Manuel Rossi. Era stata condannata anche la fidanzata.

(red.) Ieri, mercoledì 10 giugno, il tribunale di Milano ha ribadito la condanna a 17 anni di carcere nei confronti di Manuel Rossi, il 30enne bresciano di Erbusco che il 12 aprile del 2016 con la fidanzata Giulia Taesi aveva ucciso a coltellate il pusher tunisino 48enne Riadh Belkahla. Quello terminato con la sentenza di ieri era il secondo processo d’appello nel momento in cui la Cassazione aveva annullato il primo procedimento celebrato a Brescia nella parte relativa alla premeditazione. E in effetti ieri i giudici milanesi hanno comunque confermato la pena, ma escluso l’aggravante di aver premeditato il delitto.

In quel giorno di aprile di quattro anni fa Manuel Rossi e la fidanzata avevano attirato lo spacciatore verso una zona di campagna a Zocco di Erbusco dicendogli di voler estinguere un debito di droga da 1.000 euro. Ma in quella circostanza erano partite le coltellate mortali. Di fronte all’esito di ieri, l’avvocato del 30enne non ha escluso di fare nuovo ricorso in Cassazione. Anche la fidanzata era stata condannata a 16 anni di reclusione in una sentenza definitiva dopo che la ragazza non aveva fatto ricorso all’ultimo grado di giudizio.

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