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Omicidio Nadia Pulvirenti, cinque rinviati a giudizio

Secondo l'accusa, non avrebbero messo in campo tutte le precauzioni per evitare quel delitto del gennaio 2017.

(red.) Nella giornata di ieri, giovedì 27 febbraio, il giudice dal tribunale di Brescia Alberto Pavan ha rinviato a giudizio cinque soggetti nell’ambito dell’inchiesta aperta per la morte di Nadia Pulvirenti. La giovane terapista era stata accoltellata nel gennaio del 2017 da Abderrahim El Mouckhtari, il 58enne che era residente e ospite della cascina Clarabella di Iseo.

L’aggressore, di origine marocchina, tuttavia non è stato processato perché ritenuto incapace di intendere e volere. Ma ora alla sbarra finiranno quanti, secondo l’accusa, non avrebbero messo in campo tutte le precauzioni per evitare il delitto.

A processo dal 15 ottobre ci saranno Andrea Materzanini direttore del Dipartimento di salute mentale di Iseo, Giorgio Callea a capo del Centro Psico Sociale di Iseo, la psichiatra Annalisa Guerrini che guida il Cps di Rovato, Claudio Vavassori presidente del Consiglio di amministrazione della Diogene da cui dipendeva la terapista e anche Laura Fogliata medico della stessa cooperativa. Sono tutti accusati di omicidio colposo.

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