Tentato omicidio, concessi domiciliari a Filippo Vitello

A gennaio 2019 aveva tentato di strangolare barista 39enne di Nave che gli aveva rifiutato rapporto sessuale.

(red.) Nelle ore precedenti a sabato 22 febbraio il giudice del tribunale di Brescia Roberto Spanò ha concesso gli arresti domiciliari a Filippo Vitello, il 34enne dipendente comunale a Nave e accusato di tentato omicidio. L’uomo, dietro le sbarre dallo scorso luglio, potrà proseguire il periodo di detenzione fuori dal carcere, ma lontano dalla vittima. Infatti, sarà ospitato in casa di una zia a Catania. L’uomo, che ha un passato alcolico, è a processo per aver tentato di uccidere, strangolandola, una barista di 39 anni di Nave nel gennaio del 2019.

In quell’occasione un utente aveva letto sui social network un post di sfogo da parte della donna che diceva di essere stata vittima di un episodio di tipo sessuale. E proprio l’utente aveva fatto partire le indagini da parte dei carabinieri che aveva portato all’arresto. L’uomo, come era emerso, stava trascorrendo una serata con la donna che conosceva da anni, alzando troppo il gomito nel peregrinare tra i bar.

E in auto avrebbe tentato con lei un approccio sessuale, ma rifiutato. A quel punto aveva cercato di strangolarla, ma lei era riuscita a liberarsi da quella morsa e a fuggire a piedi. Ora la vicenda è approdata a processo che andrà avanti il 5 maggio, mentre Vitello è stato scarcerato e sconterà la detenzione a centinaia di chilometri di distanza.

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