Appalti pilotati a Cimbergo, condannati tre imprenditori

1 anno e quattro mesi ciascuno per aver contribuito al "sistema". L'ex sindaco Polonioli aveva già patteggiato.

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(red.) La vicenda degli appalti pubblici pilotati nel Comune di Cimbergo, in Valcamonica, nel bresciano, è approdato a un’altra puntata ieri, venerdì 21 febbraio. In tribunale il giudice Alessandra Sabatucci ha esaminato il caso di tre imprenditori che hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato e sono stati tutti condannati a un anno e quattro mesi. Secondo l’accusa, i tre avrebbero presentato delle finte offerte di partecipazione agli appalti e in modo di consentire l’affidamento agli “amici”.

Per questa vicenda, emersa nel 2019, erano rimaste coinvolte 26 persone e di cui l’ex sindaco Gian Bettino Polonioli che venne arrestato e ha già patteggiato quattordici mesi. Insieme a lui finirono in manette un consigliere comunale, la responsabile dell’Ufficio tecnico e due imprenditori. Coinvolti anche altri 12 indagati che hanno patteggiato dai sei mesi a un anno e mezzo.

Altri indagati, invece, hanno scelto il dibattimento. Il “sistema”, secondo l’accusa, prevedeva che gli imprenditori “amici” fossero avvisati in anticipo dei bandi e che a turno ci fossero rinunce concordate. Nel mirino erano finiti lotti da meno di 40 mila euro che permettevano affidamenti diretti. In totale si parla di opere da 1,5 milioni di euro tra la messa in sicurezza del torrente Varecola e la riqualificazione del municipio.

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