Truffa accoglienza migranti, iniziato processo per Scaroni

L'imprenditore, in carcere per altre vicende, avrebbe intascato un milione senza proporre servizi agli stranieri.

(red.) Nella giornata di ieri, mercoledì 19 febbraio, in tribunale a Brescia è iniziato il processo a carico di Angelo Scaroni, l’imprenditore di Montichiari ora imputato di truffa da un milione di euro ai danni dello Stato. Denaro che avrebbe intascato illecitamente nell’accogliere richiedenti asilo nelle sue strutture. La ricostruzione da parte dell’accusa formulata da Ambrogio Cassiani vede Scaroni, il 49enne titolare della Agri Scar, ricevere nel 2017 quasi un milione di euro per accogliere un centinaio di migranti.

E sarebbe riuscito a ottenere quel servizio mentendo sul fatto che ci fosse uno psicologo, sui corsi di alfabetizzazione organizzati all’interno delle sedi e anche sulla formazione professionale. Ma non solo, perché avrebbe detto falsità sull’idoneità abitativa delle strutture di accoglienza. In realtà, come scrisse il giudice in un’ordinanza, gli stranieri non erano gestiti, ma abbandonati e lasciati soli a se stessi.

E Scaroni avrebbe avuto l’interesse solo di guadagnare quella somma per l’accoglienza, ma senza fornire i servizi. Il processo è stato aggiornato al 2 aprile quando saranno sentiti il comandante dei carabinieri di Carpenedolo e anche alcuni dei migranti coinvolti. L’imprenditore, tra l’altro, si trova già in carcere – dove è stato riportato ieri dopo l’udienza – per scontare una pena per corruzione.

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