Ragazza violentata, ricorso al giudice contro archiviazione

Un 28enne kosovaro aveva detto che la 25enne fosse consenziente. I legali di lei contro la richiesta dell'accusa.

(red.) Il magistrato dà ragione al presunto aggressore e ritiene che non debba essere mandato alla sbarra. Al contrario, i legali della presunta vittima chiedono che quell’uomo vada a processo. Sono le due posizioni contrastanti per un episodio di violenza sessuale che sarebbe avvenuto nel gennaio del 2018 a Brescia. Chi avrebbe subito quell’azione è una ragazza di 25 anni colpita da una malattia genetica e operativa in una struttura che si occupa di disabili.

A una fermata dell’autobus in città avrebbe conosciuto un kosovaro di 28 anni che l’avrebbe invitata nella propria abitazione in un appartamento del centro storico. Lei avrebbe accettato, ma tra quelle stanze di casa sarebbe stata spinta sul letto e l’uomo ne avrebbe abusato. Subito dopo la ragazza sarebbe tornata a casa raccontando alla questura cosa le era successo. Di fronte a quella situazione, l’uomo era stato interrogato dicendo che la giovane fosse consenziente al momento di quel rapporto sessuale e che l’avrebbe più volte cercata al telefono nei giorni successivi.

Invece, per i legali della donna lei sarebbe stata vittima di violenza sessuale e per questo motivo ieri, venerdì 14 febbraio, in tribunale hanno chiesto al giudice di opporsi alla richiesta di archiviazione dell’accusa. Lo stesso giudice potrebbe decidere di accogliere comunque la posizione del magistrato, disporre nuove indagini o di mandare comunque alla sbarra l’uomo.

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