Droga tra Brescia e Bergamo, condanne maggiori ai fratelli Sallaku

Fino a 17 anni di reclusione in primo grado per i due ritenuti principali membri dell'associazione a delinquere.

(red.) Nella giornata di ieri, mercoledì 5 febbraio, il giudice del tribunale di Brescia ha pronunciato una sentenza con una serie di condanne nell’ambito del processo che era stato aperto per un vasto traffico di sostanze stupefacenti (e non solo) tra la sponda bergamasca e bresciana del lago d’Iseo. Alla sbarra c’erano 25 imputati e tra loro anche due dei fratelli di Sallaku, tutti italiani e albanesi, accusati di associazione a delinquere, traffico di sostanze stupefacenti e detenzione di armi.

Tutto era partito da un’inchiesta e con tanto di arresti, inducendo anche alla chiusura di una raffineria di cocaina a Osio Sotto, in provincia di Bergamo. In quell’occasione erano state sequestrate ingenti quantità di droga tra cocaina, marijuana, hashish, eroina, oppio, morfina e Mdma. Il giudice ha accolto la posizione emersa nella requisitoria del pm Savio, ma l’associazione a delinquere ha portato alla condanna solo a quattro degli imputati.

Sono i fratelli Sallaku – Saimir e Taulant – con 17 anni e quattro mesi e a 8 anni e otto mesi, oltre a padre e figlio a 14 e 10 anni di reclusione. Altre tre condanne sono arrivate a carico di chi gestiva la raffineria di droga scoperta dai carabinieri tra 5 anni e quattro mesi e 8 anni, mentre una quarta componente è stata assolta. Infine, quattro condanne a 8 anni e 6 anni e otto mesi per traffico di sostanze stupefacenti. Nell’inchiesta era stato coinvolto anche Gezim Sallaku per la detenzione di armi nella villa di famiglia a Sale Marasino, ma il fratello Saimir aveva rivendicato che fossero sue, scagionando il fratello la cui posizione è stata stralciata.

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