Violenze in famiglia, telepredicatore a processo

Il 47enne da ottobre si trova ai domiciliari. Dall'8 maggio sarà in aula per rispondere delle gravi accuse.

(red.) Nelle ore precedenti a martedì 4 febbraio il giudice del tribunale di Brescia ha deciso di rinviare a processo il telepredicatore 47enne Fathi Hamdan (vero nome di Abu Ammar al-Sudani) per i maltrattamenti e le violenze familiari. L’uomo, che da anni abita in provincia di Brescia, dallo scorso ottobre si trova detenuto ai domiciliari nella stessa abitazione dove avrebbe soggiogato la moglie e colpito anche uno dei figli.

La stessa donna e i bambini, invece, si trovano ora al sicuro in una comunità protetta. Ed era stata proprio la consorte a denunciare e far arrestare il compagno sudanese che è noto per aver diffuso alcuni messaggi religiosi ai fedeli attraverso varie tv locali. Ma dal prossimo 8 maggio sarà alla sbarra con l’accusa di maltrattamenti sulla moglie.

Minacce di morte, insulti e violenze fisiche e morali avrebbero contraddistinto il rapporto di coppia accertati da referti medici e testimonianze. Ma una volta la moglie ha anche ritrattato negando le violenze subite in occasione di un’udienza al tribunale dei minori per decidere dei figli.

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