Gavardo, nuova condanna per falso per ex sindaco Vezzola

Ieri ha incassato 2 anni di reclusione. Ha ricevuto un cumulo di pene di 4 anni in altri processi e rischia carcere.

(red.) Ieri, venerdì 24 gennaio, in tribunale a Brescia si è svolta un’udienza nell’ambito di un processo di primo grado celebrato con rito abbreviato e che veda imputati l’ex sindaco di Gavardo Emanuele Vezzola e l’ex di Soiano del Lago Paolo Festa. L’accusa era quella di falso in una vicenda che aveva interessato una carta carburante e ha portato il giudice a condannare Vezzola a 2 anni di reclusione e ad assolvere l’altro. L’ex sindaco di Gavardo non è nuovo ai processi e uno di questi aveva portato proprio a questo nuovo procedimento.

In quell’altro caso, sempre in primo grado, era arrivata una condanna a 2 anni e ridotta in appello a un anno e dieci mesi per peculato. Si faceva riferimento a una carta carburante che Vezzola, a quei tempi dirigente dell’area finanziaria a Soiano del Lago, aveva usato per un importo di 5 mila euro. E per mettersi in regola aveva aveva emesso un documento con cui il sindaco Festa consentiva ai dipendenti di usare quell’atto, salvo poi rimborsare la spesa alla fine dell’anno. Ma il Comune aveva sospettato qualcosa e aveva denunciato la situazione costituendosi anche come parte civile.

Nel 2017 il processo precedente a questo più recente aveva portato alla condanna di Vezzola a due anni, ma non per falso. Al contrario in appello, insieme alla riduzione di pena, era stata reinviata la documentazione alla procura per indagare anche sul falso e portando al processo che si è chiuso ieri. Tra l’altro, l’ex primo cittadino di Gavardo era stato condannato a un altro anno per abuso d’ufficio e che lo aveva costretto a lasciare l’incarico per non aver confermato il comandante della Polizia Locale, che si considerava vittima di una ritorsione.

Infatti, aveva collaborato portando la Corte dei Conti a indagare e questa mossa potrebbe averlo messo in cattiva luce. A questo punto l’insieme di pene per Vezzola è di 4 anni e si attendono anche gli altri pronunciamenti nei gradi di giudizio successivi, ma rischia di finire in carcere.

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