Traffico di droga tra Valcamonica e Sebino, chieste condanne

L'inchiesta era partita dal sequestro di chili di cocaina, marijuana, hashish ed eroina. Sentenza il 5 febbraio.

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(red.) Sta arrivando alle battute finali il processo in corso al tribunale di Brescia a carico, tra gli altri, di due fratelli di Gezim Sallaku per un maxi traffico di sostanze stupefacenti e anche per la detenzione di armi. Il pm Paolo Savio in aula ha chiesto condanne fino a 17 anni di reclusione nei confronti della maggior parte dei 25 soggetti imputati. L’accusa, legata a un’inchiesta aperta nel 2017 tra le province di Brescia e Bergamo, è a vario titolo di associazione a delinquere, traffico di stupefacenti e detenzione abusiva di armi. A capo di tutto questo ci sarebbe stato un gruppo italo-albanese che finì in manette.

E tra loro anche Saimir e Taulant Sallaku, due dei fratelli dell’ex presidente del Darfo Calcio. Questo, invece, che era indagato per la detenzione delle armi, si era visto stralciare la sua posizione. Nel corso dell’operazione che ha portato all’inchiesta e ora al processo, i carabinieri di Breno e Clusone avevano sequestrato ingenti quantità di droga tra 60 chili di marijuana, 50 di hashish, 12 di eroina, cocaina, oppio, morfina e Mdma.

La richiesta massima di pena – 17 anni e quattro mesi di reclusione – è stata avanzata per i due fratelli Sallaku. Per gli altri sono stati chiesti dai 9 anni e quattro mesi fino a 16 anni. E tra loro ci sono anche tre soggetti che avrebbero gestito una raffineria di cocaina trovata dai carabinieri in un garage in provincia di Bergamo. Infine, sono arrivate anche cinque richieste di assoluzioni. Il processo è stato aggiornato al 29 gennaio, in vista della sentenza prevista il prossimo 5 febbraio.

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