Scomparsa Souad, giudici: voleva liberarsi da cultura retrograda

Pubblicate le motivazioni con cui l'ex marito della donna ritenuta uccisa è stato condannato all'ergastolo.

(red.) Nelle ore precedenti a martedì 21 gennaio sono state pubblicate le motivazioni che hanno spinto i giudici a dare l’ergastolo (con isolamento per un anno e mezzo) ad Abdelmjid El Biti, l’ex marito di Souad Alloumi, la donna sparita nella notte tra il 3 e il 4 giugno del 2018 dalla sua abitazione di via Milano a Brescia. Per i giudici, Souad non avrebbe mai abbandonato i propri figli e quindi quella notte non si sarebbe allontanata di sua volontà.

Al contrario, per i giudici la marocchina sarebbe stata strangolata dall’ex marito che poi si sarebbe sbarazzato del corpo in un borsone. Sempre secondo le motivazioni, l’uomo avrebbe agito in quel modo per gelosia di fronte a una donna “che intendeva liberarsi dalla morsa tirannica ispirata da una sottocultura retrograda“.

E la goccia che ha fatto traboccare il vaso sarebbe stato il momento della richiesta di pagare gli alimenti arretrati per 10 mila euro con cui mantenere i familiari. Infine, secondo i giudici il 51enne avrebbe premeditato il delitto e messo in campo un vero e proprio piano, anche per non farsi beccare nel momento in cui avrebbe abbandonato il corpo della ex.

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