Tangente a finanziere, imprenditore condannato a 5 anni

Ora rischia anche un altro processo per calunnia. Alla sbarra dal prossimo marzo altri sette indagati.

(red.) Condannato a un anno in meno rispetto alla richiesta dell’accusa. Ieri, giovedì 16 gennaio, il giudice del tribunale di Brescia Carlo Bianchetti ha inflitto cinque anni di reclusione a un imprenditore di Castrezzato che era imputato per aver versato una mazzetta di 60 mila euro a un finanziere e per evitare o rendere più morbidi i controlli nella sua attività. Proprio l’agente delle Fiamme Gialle che aveva incassato quella somma, poi restituita, ha patteggiato 4 anni e quattro mesi, mentre la titolare di uno studio di consulenza fiscale a Castrezzato che aveva fatto da tramite in quello scambio ha patteggiato 3 anni e quattro mesi.

Non solo, perché il finanziere deve dare 50 mila euro alla Finanza per il danno di immagine e altri 120 mila arriveranno dalla commercialista. Nel caso dell’imprenditore condannato, il giudice ha anche deciso di reinviare gli atti alla procura valutando il possibile reato di calunnia nel momento in cui l’accusato avrebbe detto di essere stato obbligato a dare la tangente. Nel corso della stessa udienza si sono presentati anche altri sette indagati, tra cui finanzieri, un commercialista, un funzionario dell’Agenzia delle Entrate e un informatico che sono stati rinviati a giudizio – processo dal 24 marzo – per favoreggiamento, rivelazione di segreti d’ufficio e accesso abusivo a un sistema informatico.

Non luogo a procedere per il marito della commercialista di Castrezzato e in attesa di giudizio anche una collaboratrice della stessa professionista accusata di favoreggiamento. Infine, l’ex comandante della Polizia Locale del paese, arrestato a maggio nell’ambito dell’inchiesta, attende la decisione sulla sua richiesta di messa in prova.

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