Delitto Nadia Pulvirenti, pm chiede processo per sei

C'è anche la cooperativa Diogene, di cui la 25enne era dipendente, tra quelli che rischiano il procedimento.

(red.) Ieri, giovedì 16 gennaio, in tribunale a Brescia si è svolta un’udienza preliminare nell’ambito del procedimento per l’omicidio di Nadia Pulvirenti avvenuto nel gennaio del 2017 alla Cascina Clarabella di Cortefranca, in Franciacorta. E il pm Erica Battaglia ha chiesto che la cooperativa Diogene, di cui era dipendente la terapista psichica 25enne, e altri cinque vengano rinviati a giudizio. Su questo il giudice deciderà il 27 febbraio.

La giovane era stata uccisa con 19 coltellate da un suo paziente, il 56enne Abderrahim El Mouckhtari, che però è stato prosciolto perché quel giorno del delitto sarebbe stato incapace di intendere e volere. Sul banco degli imputati rischiano di finire la stessa cooperativa Diogene, il direttore del Dipartimento di Salute mentale di Iseo Andrea Materzanini, quello del centro psicosociale Giorgio Callea, la psichiatra Annalisa Guerrini, il presidente del consiglio di amministrazione Claudio Vavassori e la collaboratrice Laura Fogliata.

Per tutti l’accusa è di concorso colposo in omicidio doloso e non avrebbero messo in campo tutte le misure possibili per evitare l’omicidio. Tanto che l’uomo, a regime libero nel proprio alloggio, aveva ferito in precedenza con lo stesso coltello un altro paziente.

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