Mazzetta a GdF per controlli più morbidi, chiesti 6 anni

Il 16 gennaio attesa la sentenza per un imprenditore. Anche la richiesta di rinvio a giudizio per altri coinvolti.

(red.) Nella giornata di ieri, giovedì 9 gennaio, in tribunale a Brescia si è svolta un’udienza nell’ambito di un processo che si sta celebrando con rito abbreviato nei confronti di un imprenditore edile imputato per corruzione. E nei suoi confronti – venne arrestato la scorsa primavera – l’accusa ha chiesto 6 anni di reclusione. In base alla ricostruzione della procura, l’imprenditore avrebbe dato una mazzetta a qualche elemento della Guardia di Finanza per avere controlli fiscali più morbidi e informazioni sulle visite successive da parte delle stesse Fiamme Gialle.

In questo frangente si parla di una somma di 60 mila euro che l’uomo avrebbe dato tra la fine del 2017 e i primi del 2018 a un agente che ha già patteggiato 4 anni e quattro mesi di reclusione e deve anche pagare una multa di 50 mila euro al comando. Nei guai era finita anche la titolare di uno studio di consulenza fiscale a Castrezzato che avrebbe fatto da tramite nella consegna del denaro. Lei ha patteggiato una pena di 4 anni e tre mesi e deve versare 120 mila euro alla Guardia di Finanza.

Le accuse a vario titolo di corruzione e favoreggiamento hanno portato a indagare su tredici persone. Proprio per le posizioni che restano in bilico, l’udienza è stata aggiornata al 16 gennaio quando è attesa la sentenza per l’imprenditore e anche il possibile rinvio a giudizio di altri accusati.

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