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Per lui chiesta condanna, ma si gode aperitivo: finisce in carcere

Giovanni Condò, 45enne calabrese residente a Villanuova, è finito dietro le sbarre. Sorpreso a evadere domiciliari.

(red.) Il suo nome poche ore prima era finito tra i destinatari di una richiesta di condanna a 5 anni di reclusione da parte della pubblica accusa di Brescia e in seguito per lui sono arrivati altri guai. E’ la dinamica di quanto successo mercoledì 4 dicembre a Giovanni Condò, il 45enne calabrese residente da anni a Villanuova sul Clisi, in Valsabbia, nel bresciano. Era finito agli arresti domiciliari dopo aver appiccato un incendio a diversi mezzi di una ditta di autotrasporti a Seriate, in provincia di Bergamo, nel dicembre del 2015.

Una vicenda che ha fatto finire altri soggetti a processo con tanto di accuse collegate agli ambienti vicini alla ‘ndrangheta. Prendendo spunto da quella richiesta di condanna, nel pomeriggio i carabinieri della stazione di Gavardo hanno voluto verificare se stesse rispettando la detenzione casalinga.

E invece lo hanno beccato al bar mentre gustava un aperitivo. Condotto in caserma dove ha trascorso la notte nella cella di sicurezza, si è visto svolgere il processo per direttissima con un’altra disposizione ai domiciliari. Ma visto che il 45enne era già fuggito una volta da casa, per lui si sono aperte le porte del carcere di Canton Mombello a Brescia.

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