Quantcast

Falso su tangenti, chiesta condanna per finanziere

Secondo l'accusa, avrebbe detto di uscire dalla caserma per lavoro, invece avrebbe incassato denaro da imprenditore.

(red.) Nelle ore precedenti a sabato 23 novembre il sostituto procuratore di Brescia Ambrogio Cassiani ha chiesto una condanna a 1 anno e quattro mesi di reclusione a carico di un maresciallo della Guardia di Finanza che aveva già patteggiato quattro anni per corruzione. L’accusa nei confronti dell’agente delle Fiamme Gialle, ora rimosso dal servizio, in questo secondo caso è il falso dichiarato nel momento in cui avrebbe incassato le tangenti per rivelare all’imprenditore Angelo Scaroni le inchieste in cui era coinvolto.

In base alla ricostruzione della procura, l’agente avrebbe dichiarato più volte di essere in servizio mentre era fuori dalla caserma per alcuni controlli alle aziende. Invece, venne arrestato all’esterno di una pasticceria in città e dopo aver incassato una somma di denaro. Questa condotta, secondo l’accusa, sarebbe andata avanti per cinque volte. Il processo è stato aggiornato al 13 marzo quando ci saranno le repliche delle difese dell’agente e la sentenza.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.