Tenta di uccidere moglie e figlia, può patteggiare

A luglio, in preda a un raptus per la situazione economica, Giuseppe Vitali aveva cercato di colpire a martellate le due. Per l'accusa non aveva disturbi.

(red.) Era pienamente capace di intendere e di volere l’uomo che lo scorso luglio aveva quasi messo in atto una tragedia. Era accaduto a Coccaglio, in un appartamento di una palazzina in via fratelli Rosselli quando Giuseppe Vitali, di 59 anni, aveva cercato di ammazzare a martellate mentre dormiva la moglie 51enne e anche la figlia di 21 anni accorsa in difesa della madre. Evidentemente un raptus di follia dovuto a una crisi economica per una situazione di debiti verso i parenti. Ma di certo non aveva alcun disturbo a livello mentale. E’ quanto emerso dalle perizie disposte sull’uomo.

E ora la famiglia si dice pronta a riaccogliere il 59enne in casa – ora si trova nel carcere di Canton Mombello – dopo aver compreso la situazione. E anche il figlio dell’uomo, residente nella stessa palazzina e venuto in difesa della madre e della sorella, aveva cercato di calmare il padre. A questo punto e appurato che l’uomo era in grado di capire cosa stava facendo, potrebbe chiedere e ottenere il patteggiamento. Subito dopo la tragedia sfiorata, Vitali aveva ammesso l’intenzione di bruciare la casa e di togliersi la vita per non far pesare su nessuno la propria situazione debitoria.

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