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Rende schiava l‘amante, 39enne viene condannato

6 anni e quattro mesi di reclusione per un 39enne che per diverso tempo aveva segregato la nuova compagna e anche la moglie. Ha un passato con precedenti.

(red.) Ieri, giovedì 3 ottobre, il tribunale di Brescia ha condannato a 6 anni e quattro mesi di reclusione un 39enne di Ospitaletto che per diverso tempo ha soggiogato l’amante e anche la moglie. E la prima è quella che subiva gli atteggiamenti peggiori, tanto da essere costretta a restare in casa e ad essere insultata. E per timore che l’uomo potesse fare qualcosa contro la propria famiglia, aveva accettato ogni sua richiesta, uscendo dall’abitazione solo quando lo diceva lui e sempre accompagnata. Una situazione che era andata avanti per due mesi fino allo scorso aprile quando, con fratture al naso e alla mandibola, aveva trovato il coraggio di denunciare.

Tra l’altro, si era vista sequestrare il cellulare dall’uomo e aveva dovuto lasciare il posto di lavoro su indicazione dello stesso 39enne. Che invece voleva farla diventare una prostituta. Lei era arrivata anche a prendere la pillola perché non riusciva a liberarsi delle violenze dell’uomo. Una vicenda drammatica che ieri è approdata in aula (era presente l’uomo, ma non la vittima 27enne) con la condanna in rito abbreviato per lesioni e violenza domestica. Attualmente l’uomo si trova detenuto ai domiciliari con tanto di braccialetto elettronico in casa della madre a Matera e dopo aver scontato un periodo di carcere. Vittima e carceriere si erano conosciuti in palestra, anche con la moglie di lui e la 27enne si era sentita dire che i due si sarebbero lasciati.

Invece, così non era stato e le due donne sotto lo stesso tetto venivano segregate. Tanto che era il 39enne a decidere di volta in volta chi avrebbe potuto dormire con lui sul letto. La vicenda aveva avuto una prima svolta anche al momento delle denunce presentate dai genitori della ragazza che avevano scoperto avere un atteggiamento strano. E così si è arrivati all’uomo che in passato era già finito nel mirino per furto, rapina, resistenza, ricettazione, guida da ubriaco, maltrattamenti, lesioni personali continuate e sequestro di persona. Tanto che il prossimo dicembre l’uomo dovrà tornare in tribunale per difendersi dalle accuse di un’altra presunta vittima.

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