Droga verso la Valcamonica, chiesto processo

Chiusa l'indagine che aveva portato a scoprire un traffico di stupefacenti verso la sponda bresciana e bergamasca della valle. A capo c'era Saimir Sallaku.

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(red.) Nei giorni precedenti a lunedì 5 agosto la procura di Brescia ha chiesto il rinvio a processo di ventotto soggetti che tra novembre del 2017 e novembre del 2018 avrebbero fatto parte di un sodalizio criminale italo-albanese dedito allo spaccio di sostanze stupefacenti. E sul loro destino si deciderà l’11 settembre in tribunale. Fa tutto parte di un’inchiesta della Dda di Brescia e dei carabinieri di Breno e Clusone che hanno sgominato l’associazione con cui la Valcamonica bresciana e bergamasca era diventata terra di spaccio.

Per tutti, a vari livelli, l’accusa è di traffico di sostanze stupefacenti e detenzione di armi da fuoco. A capo del gruppo, secondo la Dda, ci sarebbe stato il 45enne albanese Saimir Sallaku, fratello dell’imprenditore ed ex presidente del Darfo Gezim. Lui avrebbe fatto da regista anche trovando i modi con cui reclutare corrieri della droga e acquirenti. E con lui anche il fratello Taulant che, quando Saimir era assente, lo avrebbe aiutato nel rapporto tra fornitori e clienti. Al di sotto di loro, di un gradino, c’erano padre e figlio di 72 e 48 anni che avrebbero aiutato nel trovare i fornitori e tenere i contatti.

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