Centro islamico via Piave, CdS lo tiene aperto

Il Consiglio di Stato dà ragione all'associazione che dal 2011 usa l'edificio anche per momenti religiosi. Non sarebbero legati al livello urbanistico.

(red.) L’associazione islamica “Minhaj Ul Quaran” si è aggiudicata la battaglia legale contro il Comune di Brescia per il centro di viale Piave in città. Si tratta di alcuni spazi al civico 203 che il sodalizio usa dal 2011, ma che palazzo Loggia aveva inteso chiudere dopo una serie di segnalazioni dai cittadini. In effetti, molti avevano evidenziato come quel centro venisse usato per momenti di preghiera e quindi una sorta di vera e propria moschea. Di conseguenza il Comune aveva emesso un’ordinanza di inagibilità che l’associazione aveva impugnato al Tar.

Tuttavia, il tribunale amministrativo aveva rigettato la richiesta inducendo l’associazione a rivolgersi al Consiglio di Stato. E l’ultimo grado della giustizia amministrativa aveva deciso nel frattempo di sospendere l’effetto della direttiva comunale. Quindi, il sodalizio ha potuto continuare a svolgere le attività. E ora è una conferma, visto che lo stesso palazzo Spada, intervenendo sul merito, ha ritenuto insufficienti i motivi per cui i momenti religiosi siano incisivi a livello urbanistico.

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