Brucia casa con dentro figlia e genitori: condanna

6 anni di reclusione per il forestale Fabio Di Marzo che lo scorso settembre ha segregato i parenti nell'abitazione di Passirano. Poi evitata la tragedia.

(red.) Nella giornata di ieri, lunedì 27 maggio, è arrivata una condanna a 6 anni di reclusione per tentato omicidio a carico del carabiniere forestale Fabio Di Marzo, a processo con rito abbreviato, reo di aver dato fuoco all’abitazione di Passirano, nel bresciano, mentre all’interno c’erano sua figlia e i genitori. Un esito superiore anche rispetto alla richiesta formulata dal pubblico ministero Erica Battaglia di 5 anni e quattro mesi. Era il 23 settembre 2018 quando il militare venne arrestato per aver appiccato un incendio alla casa di famiglia nel momento in cui c’era anche la figlia avuta dalla moglie da cui si era separato.

Infatti, aveva agito per gelosia pensando che alcuni vestiti e giochi della figlia fossero stati regalati da un nuovo compagno della donna. La madre dell’uomo e i vicini di casa avevano chiesto aiuto facendo muovere in via don Minzoni i vigili del fuoco che avevano spento le fiamme ed evitato una tragedia. L’avvocato dell’uomo ha detto al giudice che il proprio assistito si sta curando da una patologia che lo avrebbe spinto all’azione, ma non è servito per evitargli la condanna.

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