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Crac Medeghini, sentenza: altri 7 anni per Arturo

Ieri il tribunale ha deciso per due condanne e cinque assoluzioni nell'ambito del secondo processo portato avanti su bancarotta fraudolenta del gruppo.

(red.) Nella giornata di ieri, giovedì 16 maggio, dal tribunale di Brescia è arrivata la sentenza di primo grado nell’ambito di un’altra inchiesta per bancarotta fraudolenta collegata al gruppo Medeghini. Così il giudice Angela Corvi ha condannato a sette anni di reclusione Arturo Medeghini, amministratore con il fratello e il padre dell’azienda casearia fallita a fine 2010 con un buco di 600 milioni di euro. Si parla della bancarotta per due società della holding, cioé la Delfino srl e la Kriotrans Srl per un buco di oltre 20 milioni di euro. Nello stesso processo, invece, Simona Trivella è stata condannata a due anni e i sindaci Mauro Mor, Paolo Pintossi, Costanzo Bonomi e Ivan Mora sono stati assolti.

A questo punto lo stesso Medeghini rischia di scontare quasi dodici anni di reclusione dopo aver patteggiato 4 anni e otto mesi in appello nel processo dominante. A proposito della Delfino, gli imputati, stando all’accusa, si sarebbero messi d’accordo per fornire servizi e cedere beni strumentali tra le società della stessa holding solo per distrarre migliaia di euro dai conti. E la stessa cosa per la Kriotrans per la quale Arturo Medeghini avrebbe distratto un finanziamento destinato a un progetto. Ora si attendono le motivazioni delle condanne e delle assoluzioni.

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